Parrocchia Gesù Lavoratore

Spiegò loro le scritture

Articoli - 30 agosto 2009

Verso l'Assemblea Parrocchiale - Sabato 19 settembre 2009 dalle ore 9.00 alle 7.00

Eccoci di nuovo qua! Molti hanno già finito le vacanze, altri le stanno finendo in questi giorni, altri ancora non le hanno neppure fatte... e di questo me ne dispiaccio molto.
Adesso, però, è tempo di ricominciare a dare vita a questi luoghi che per settimane sono rimasti pressoché deserti. Dopo la buona riuscita del Grest - che ha fatto lavorare sodo i nostri giovani, alcuni adulti e i nostri bambini e ragazzi per ben quatto settimane - è tempo di ritornare lentamente alla normalità.
Il primo grande appuntamento che ci sta davanti è quello dell’Assemblea Parrocchiale che si terrà sabato 19 settembre dalle 9 alle 17 presso il centro pastorale "card. Urbani" a Zelarino.
Perché un’Assemblea Parrocchiale? Nell’ultimo Consiglio Pastorale Parrocchiale abbiamo sottolineato la necessità di interagire di più tra noi, di imparare a comunicare, di parlarci, di ascoltarci, ma è anche emersa in modo convincente il bisogno di capire il perché facciamo/proponiamo delle iniziative durante l’anno pastorale: abbiamo approfondito l’argomento sia in quella serata che nei giorni successivi e la domanda giusta ci siamo resi conto non è il perché ma il per chi facciamo attività, incontri, scalate, giochi...
Ecco allora l’idea di trovarci assieme una giornata intera sia per passare assieme del tempo, sia per approfondire di più la nostra vita che comprende anche il dato di fede, sia per programmare qualcosa del nuovo anno che oramai è alle porte.
L’argomento su cui vorremmo soffermarci a riflettere è il tema dell’ascolto: ascolto per porre al centro la Parola di Dio; ascolto per recuperare la dimensione indispensabile del silenzio e dell’adorazione Eucaristica; ascolto per incontrare persone che hanno fatto della loro vita una testimonianza di fede e di donazione incondizionata al prossimo. Interrogarci su come viviamo l’ascolto, insomma, pensiamo sia un passo ineludibile da fare necessario prima di tutto perché ognuno di noi impari a conoscersi e a conoscere persone, situazioni, cambiamenti senza pregiudizi o precomprensioni.
Tenteremo anche di lavorare a gruppi dividendoci in tre per riflettere su temi che, crediamo, siano temi su cui non possiamo non vedere. La famiglia, i giovani e il territorio sono i tre temi sui quali i tre gruppi si confronteranno.
Dopo questo mio quasi primo anno qui in mezzo a voi mi sento di poter dire che non c’è nulla di impossibile per questa comunità se impariamo tutti ad aver ben chiaro quali sono le grandi ricchezze che ciascuno di noi è e ha, e se queste ricchezze le impariamo a mettere a servizio gli uni degli altri.
Si, perché a volte il Buon Dio ci sollecita, ci chiama, ci stuzzica ma noi non ce ne accorgiamo perché troppo impegnati a parlarci addosso, a esaltarci e deprimerci mentre guardiamo il nostro piccolo (e a volte povero) orticello pieno delle nostre presunte sicurezze e paure... l’immagine evangelica che viene in mente è quella dei discepoli di Emmaus quando, stanchi e avviliti per la morte del Maestro, i due viandanti incontrano quello sconosciuto e ascoltandolo con libertà e attenzione egli inaspettatamente apre loro il cuore e ridà loro la grinta necessaria per riprendere il cammino con entusiasmo: a Dio capita di manifestarsi così senza preavvisi, arriva e tu resti stupito di come Lui ti rimette in pista, con dolcezza e cura...
L’episodio di Emmaus ci accompagnerà durante tutto l’anno pastorale e anche noi, come i due discepoli, impareremo a camminare con questo viandante al nostro fianco, curiosi di quello che Lui avrà da dirci; affascinati da quello che Lui ci dirà; fiduciosi perché anche se il cammino diventerà faticoso Lui sarà sempre la, per sostenerci.
Allora coraggio a tutti, iniziamo questo nuovo periodo con entusiasmo e grinta. La nostra comunità in questo territorio segnato da tante contraddizioni, martoriato dalla prostituzione e dallo spaccio di droga, appesantito dalla situazione di tante famiglie che vivono in precarietà, ha una grande vocazione: far vivere il bello che Cristo è venuto a portarci dicendoci che nessuno è escluso, che tutti a pieno titolo possiamo sedere a mensa con il Maestro perché fratelli con pari dignità, con gli stessi diritti e i medesimi doveri, con l’unico comando, dato direttamente da Lui, di amarci cosi come Lui - Gesù - ci ha amato.
Allora ben tornati a tutti e buon inizio!

don Luca

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