Parrocchia Gesù Lavoratore

Maria: donna di fede

Articoli - 18 dicembre 2011

Ad un passo dal Natale

Il testo evangelico presenta l’irrompere della parola di Dio nel quotidiano della vita di gente semplice : il quotidiano è il luogo teologico per eccellenza. E l’accostamento della prima lettura (ripresa nel passo lucano: vv. 32-33) con il vangelo mostra l’evidente scarto tra promessa e compimento.
Dallo stile alto della storiografia di corte si passa alla narrazione di una situazione della più ordinaria quotidianità. Il luogo in cui la promessa si realizza è il corpo, la storia, il tempo, la relazione tra persone, l’interiorità di un cuore, la trama delle quotidiane vicende dell’esistenza, e in quell'impatto la promessa stessa si ridisegna assumendo una forma finalmente reale, ma anche imprevista. Il compimento della promessa è anch'esso novità, è anch'esso rivelazione. A Maria è rivolta una promessa da Dio e suo compito è credere alla promessa. Ovvero, credere l’incredibile: lei, vergine, avrà un figlio. Promettere è far sperare, è dare un senso e una direzione al tempo, è suscitare un’attesa. Ed è sempre impegnare se stesso al futuro: il Dio della promessa è il Dio fedele, che impegna e dona se stesso, la propria presenza. Così la nascita del Messia apparirà come il farsi carne e persona della fedeltà di Dio. Segno che viene dato a Maria, la vergine di Nazaret, è quanto avvenuto a Elisabetta, la sterile. Trova compimento grazie al sì di Maria quella storia della promessa divina che già nell'Antico Testamento si è fatta strada grazie a nascite prodigiose da donne sterili. La storia della salvezza è la storia dell’impossibile che Dio rende possibile. Maria appare donna di fede: essa è chiamata a credere di più alla promessa incredibile di Dio e alla potenza della sua parola che all'evidenza della sua impotenza umana a realizzarla (“Non conosco uomo!”). La fede si fa strada in Maria attraverso un cammino articolato: al turbamento e alla perplessità di fronte all'annuncio (v. 29), segue la domanda che esprime la fede che interroga e cerca (v. 34), e infine avviene l’assenso, l’abbandono di fede: “Ecco la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua parola” (v. 38). La fede di Maria è quella di una donna che ascolta la parola di Dio. Maria si fa dimora della Parola arrivando a concepire il Verbo “nello spirito prima che nel corpo” (Agostino). È l’ascolto che crea il servo: come avviene del Servo del Signore, reso tale dal quotidiano ascolto della parola di Dio , così avviene di Maria, resa serva dalla sua accoglienza incondizionata della parola.

Luciano Manicardi, comunità di Bose

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