Parrocchia Gesù Lavoratore

La gioia del gratuito

Articoli - 14 dicembre 2008

Per essere cirenei nella gioia

La terza domenica del tempo di Avvento è chiamata domenica "Gaudete" cioè la domenica della gioia a partire dall’antifona d’ingresso che dice “Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino” (“Gaudéte in Dómino semper: íterum dico, gaudéte. Dóminus enim prope est.”).
Rallegrarsi perché il Signore è vicino, perché si inizia ad intravvedere la meta dell’Avvento: questo ci riempie di speranza, ma anche ci pone la domanda su come io ho vissuto questo tempo, se veramente, cioè, ho saputo vigilare sulla mia vita e rimettere al centro Dio non solo a parole, ma con i fatti. Ecco allora che ancora una volta la saggezza della Chiesa ci fa incontrare nel vangelo la figura già accennata la scorsa domenica del Battista: uomo essenziale e radicale, ma soprattutto uomo vero. Egli - parlando di se - dice di essere “voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore” voce che prepara la strada a Gesù. Parlando del Battista e di Gesù , sant’Agostino dice che il primo è voce mentre il secondo è la Parola: ogni cristiano è voce e ciò che la voce deve dire è la Parola, cioè Gesù stesso.
Già, ma come dirla? Il profeta Isaia nella prima lettura ci da dei suggerimenti importanti, credo, per dire con la vita quello che professiamo nella fede: “portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri” essere uomini e donne capaci di nuovo futuro, capaci di cambiare il mondo in cui viviamo a partire dall’attenzione ai piccoli, agli ultimi, a quelli su cui il mondo non scommette per nulla. Essi, ci dice Gesù stesso, sono i primi ai quali è rivolta questa parola di salvezza. Auguro a tutti voi di poter continuare il periodo oramai breve dell’Avvento facendo esperienza dell’amore di Dio che non esclude nessuno, ma valorizza tutti e tutti noi siamo i portatori di questo messaggio inadeguato che Gesù ci ha detto e mostrato: “amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato” perché “ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me”.

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