Parrocchia Gesù Lavoratore

Indifferenza, sufficienza o curiosità?

Articoli - 24 gennaio 2010

Il cristiano di oggi, stanco, deluso puà riscoprirsi profeta

Capita a volte di dare per scontato tante cose: l’importanza delle persone a noi vicine, tanto capiranno; delle cose, in fondo si possono ricomprare; della fatica e dell’impegno che taluni mettono per giungere ad un certo risultato. Sembra quasi che l’individuo sia il perno su cui fondare tutto... io basto a me, gli altri sono un “di più”! Concepita così la famiglia, la comunità o il semplice stare assieme quasi non ha più valore.
Da qualche anno il Patriarca continua a proporre a tutte le realtà parrocchiali, ai movimenti ed alle scuole di creare le “comunità educanti” cioè persone che sanno affiancare giovani ed adulti per poter portare in luce - attraverso le quattro piste della vita cristiana, rigenerare il polo di Dio, educare al pensiero di Cristo, educare al gratuito ed aprirsi alle dimensioni del mondo - il fatto che Cristo non è qualcosa d’altro rispetto alla vita quotidiana, ma che Lui riesce a fare sintesi di tutto quello che riguarda la mia persona.
Non è sempre facile, infatti, poter essere liberi da condizionamenti quando si può testimoniare il per chi agisco: la paura o la vergogna che si vede a volte nei più giovani di dire la propria appartenenza alla Chiesa dovrebbe far riflettere noi adulti. Se noi sapessimo vivere con gioia e libertà l’esperienza cristiana fatta di preghiera, di stile di vita, di servizio forse potremmo uscire da quell’inghippo che spesso ci vede funzionari più che testimoni di Gesù.
La comunità educante allora capiamo bene che non è fatta di persone perfette, ma di gente che costantemente è in ricerca e che, a partire dalle sue ferite, sa annunciare la vita nuova in Cristo assecondando la vita.
Spesso le chiese si svuotano, le comunità si rattrappiscono perché vogliamo realizzare i nostri programmi, i nostri schemi che nella bontà dell’intento vogliono essere finalizzati a far vivere il Vangelo, ma che nella sostanza il più delle volte sono lontani dalla vita, e così lo Spirito Santo dove va...?
Nel vangelo Gesù libera i prigionieri, dà la vista ai ciechi e predica un anno di grazia cioè rinnova le persone, la vita, il territorio nel quale vivono: il cristiano, credo, debba fare altrettanto senza paura ma con grande fiducia nel Buon Dio domandandosi sempre quale sia il passo giusto da fare a partire dal reale ma accettando di esporsi in prima persona. Così passeremo da funzionari della religione a testimoni di fede.

don Luca

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