Parrocchia Gesù Lavoratore

Festa di san Giovanni Bosco

Articoli - 1 febbraio 2009

Il saluto e il ricordo di amici

Caro don Luca nella festa di Don Bosco si fa ancora più vivo il ricordo di “Gesù Lavoratore”. Il nostro pensiero, di don Italo ed il mio, ci riporta alle persone con le quali abbiamo condiviso i momenti più significativi delle varie edizioni della festività: da quando avevamo in chiesa solo “i scaldateste” e si moriva dal freddo, ma c'erano i cantori che scaldavano il cuore, fino all'ultima in cui eravamo tristi perché sapevamo di andare via e non sapevamo che saresti arrivato tu a continuare la tradizione. Don Bosco, ne siamo sicuri, è ancora lì. Ma lo immaginiamo sorridente perché le cose migliori continuano assieme a tante belle novità. E questo può avvenire grazie all'impegno di tanti che, buttato il cuore oltre le difficoltà, provano ancora la soddisfazione di fare qualcosa per gli altri.
Non solo: ma adesso, con la tua guida, don Luca, stanno ancora migliorando.
Per noi due sono solo ricordi, ma ti assicuro che sono vivi e ci rasserenano il cuore.
Buona festa. Anche a nome di d. Italo (momentaneamente assente).
don Narciso

L'estate del 2007 mi ha visto approdare al patronato di ca' Emiliani. Anche se ho passato solo 3 mesi a Marghera, ricordo sempre con molto piacere due cose:
- la grande disponibilità: a partire dagli animatori, passando per le cuoche, fino a chi ha organizzato eventi come i “giochi senza frontiere” e la serata finale, ciascuno ha donato con gratuità il proprio tempo testimoniando un grande affetto e senso di appartenenza verso il patronato;
- lo spirito di famiglia. E' bello sentirsi accolti fin dal primo giorno e vedere che tanti legami si mantengono nonostante la distanza e il passare del tempo.
Un grazie di cuore, quindi, per i giorni trascorsi insieme e l'assicurazione che, a distanza, il ricordo e la preghiera sono sempre presenti.
Luca Bernardello

"Latte e pigne". E' questa una delle colazioni proposte nel “menù” della prima “alta via” che con il patronato abbiamo fatto nel non lontano 2003.
Ed è proprio l' "alta via" una delle tante esperienze che mi ha visto coinvolto nel bellissmo periodo “quasi” quadriennale che ho passato in patronato, assieme naturalmente all'estate ragazzi, ai gruppi, al coro, ai momenti informali passati tra "el bareto" e le panchine fuori dalla sala giochi. Tante esperienza, tanti ricordi, tante cose fatte.
Ma più che le cose fatte, ciò che non riesco più a togliermi dalla mente e soprattutto dal cuore sono le tante relazioni, i tanti rapporti e i tanti legami che tuttora collegano la mia vita con quella di ca' Emiliani. Attraverso le tante cose fatte, che per fortuna col passare del tempo cambiano, si sono creati dei legami che il tempo e la distanza non possono scalfire, e che la preghiera e il ricordo sicuramente fanno crescere.
In occasione della festa di don Bosco vi auguro di far crescere sempre di più la vostra voglia di “fare patronato”, di stare insieme. Ca Emiliani, posso dirlo, è una parrocchia salesiana: non perché ci sono stati i salesiani, ma perché alcuni dei salesiani passati lì continuano a pregare don Bosco perché in patronato possano incontrarsi e crescere molti ragazzi e molte famiglie.
E ricordate che appena posso non mancherò di passare in patronato per una colazione "latte e pigne"; se qualcuno dubita della bontà, venga: provare, non solo per credere, ma anche per diventare "uno del patronato"!
don Filippo Ici

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