Parrocchia Gesù Lavoratore

Dall'ombra della morte alla luce del Risorto

Articoli - 2 ottobre 2011

In attesa dell'inizio solenne del nuovo anno catechistico

Stiamo lentamente ritornando alla normalità della vita della comunità.
L’estate, con tutte le sue peculiarità, ci sta alla spalle e davanti a noi si apre un nuovo anno che fa pulsare nei nostri la speranza e la curiosità circa quello che il Buon Dio vorrà donarci.
Guardandoci attorno la scena politico-sociale non fa certo ben sperare: la politica sempre più ridotta a “partitica” alla ricerca di beni personali e non del bene comune; la crisi del lavoro che ha portato alla chiusura della raffineria dell’Eni e alla crisi della Pansac, non definendo ancora in modo chiaro e corretto le sorti di Vinyls; un attaccamento ai valori grandi, veri che sembra essere oramai perduto; la crisi economica che tanto spaventa e preoccupa…
Dentro questo scenario anche oggi risuonano forti, consolanti e sicure le parole del Maestro che dice “Coraggio, io sono con voi tutti i giorni”. A partire da qui noi popolo di Dio dobbiamo portare il nostro contributo perché questo mondo, che talora sembra essersi arreso al peso della tristezza, torni a sperare e a reagire.
Spesse volte il card. Scola ci ha ricordato com’è “conveniente” essere cristiani e come tutta la vita - fatta di affetti, lavoro e riposo - sia illuminata dalla presenza del Signore. E il card. Cè ci ha insegnato come al fondo di tutto il Buon Dio ci sostiene sempre e comunque al punto che “se dovessi camminare in una valle oscura ì, non temerò alcun male perché tu sei con me”.
Con almeno questi due saggi richiamo di due nostri pastori intendo iniziare questo nuovo anno che ufficialmente cominceremo domenica prossima con la consegna del mandato ai catechisti e agli animatori.
Il compito nostro, dunque, sarà quello di essere portatori sani di gioia e serenità: spesse volte mi torna in mente la frase tratta dalla Parola di Dio “Getta nel Signore il tuo affanno”. Assieme a Lui portiamo il peso della fatica, del dubbio e Lui attraverso la sua Chiesa ci da la forza di portare i pesi gli uni degli altri, ci aiuta ad essere lieti nella speranza e perseveranti nell’amore.
Lo chiedo a tutti voi con molta umiltà: aiutatemi e aiutiamoci a far nascere, crescere e rafforzare questa comunità facendo leva sulla stima di tutti e per tutti, non appesantendo il clima con critiche vane e talora distruttive, ma aiutandoci attraverso la correzione fraterna lasciano trasparire il fatto che tutti sono indispensabili per tutti.
Uno degli aspetti sul quale sosteremo di più sarà quello dell’educazione: quest’arte non è per alcuni, ma per tutti. E proprio per questo tenteremo di dare un aiuto alle nostre famiglie e a chi si è assunto in modo palese il compito di essere educatore nella comunità.
Se la vita porta con se le sue fatiche e ce le fa incontrare gratis, cerchiamo realmente di sostenerci e apprezzarci.
Del resto non era l’amore reciproco e verso tutti che caratterizzava le prime comunità cristiane? Forse noi meritiamo meno rispetto a loro?

don Luca

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