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Articoli - 29 novembre 2009

Attendere Gesù con sobrietà e vigilanza

È il tempo, questo, in cui la città lagunare inizia a vestirsi a festa: le luci, i festoni, gli addobbi che cominciano ad apparire per calli e campielli della nostra Venezia ci dicono che si sta avvicinando qualcosa di importante e di grande.
Anche la Venezia di terra inizierà a prepararsi a dovere per l’evento, dando sicuramente il meglio di se.
I grandi magazzini hanno iniziato a fare bella mostra di decorazioni rosse, di ghirlande di fiori; il panettone e il pandoro sono già belli sugli scaffali; la stessa televisione dà consigli “utili” per spendere i soldi per quel giocattolo piuttosto che l’altro, per quel prodotto...
Ma a che cosa ci si deve preparare? Perché tanta attesa? Perché tutti preoccupati a non lasciarti con le mani vuote?
Quello che inizia oggi è l’Avvento, il tempo di attesa gioiosa per l’arrivo di un Bambino che è Colui che ha il potere grande di cambiare la vita degli uomini e delle donne che si lasciano incontrare: Gesù è Colui che stiamo aspettando!!!
Le luci che tra qualche giorno illumineranno le tante strade del mondo, messe apposta per l’occasione richiamano proprio Gesù, luce del mondo, che con la sua venuta rischiara la nostra vita; i regali che tanto ci viene chiesto tramite la pubblicità di comperare nulla sono davanti al più grande regalo che è Gesù stesso, la Sua amicizia, la sua vicinanza.
Se questa attesa sapremo liberarla e purificarla da tutto quello che non ci serve, la sapremo vivere in maniera sobria ed essenziale, allora il Natale sarà veramente la festa per Dio che si fa bambino, entra nella storia, vive la sua vita assieme a noi.
Se questo vale per tutti, allora dobbiamo impegnarci a dirlo, a viverlo, a renderlo vero per me... dobbiamo saperlo testimoniare senza vergogna o timidezza.
Vegliare, attendere chiede da parte di tutti noi gesti concerti di sobrietà anche in tempi difficili e di crisi come li stiamo vivendo: la cassettina è un modo per ricordarci che questa solidarietà va vissuta da tutti e per il bene di tutti; la preghiera non è “roba da bambini” ma vivere responsabilmente la preparazione ad accogliere Dio nella mia vita; l’ascolto della Parola di Dio ci aiuta come una bussola aiuta il capitano di una nave; la confessione è sicuramente da rimettere come priorità: non è possibile dirsi cristiano senza sperimentare la bellezza, la dolcezza e l’esigente conversione dell’Amore di Dio.
Ecco, allora, tracciato un brevissimo itinerario per vivere al meglio questo tempo importante che la saggezza della Chiesa ci pone davanti, tempo che non tornerà più, quindi... vale la pena viverlo tutto e bene.
Buon Avvento!

don Luca

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