San Giuliano di Alessandria, martire
27 febbraio

Martirologio Romano:
Ad Alessandria, san Giuliano. Non potendo stare in piedi, fu portato seduto su una sedia al giudice da due servi; di questi, uno rinnegò la fede, l’ altro perseverò col suo padrone. Furono fatti girare per tutta la città su cammelli, flagellati e bruciati sul rogo.

m. Alessandria d'Egitto, 249 ca.

S. Giuliano è commemorato insieme a s. Euno, ambedue martiri di Alessandria d’Egitto al 27 febbraio; i loro nomi sono riportati già anticamente nei Martirologi di Adone e di Florio e passati poi in quello ‘Romano’; la loro vicenda è narrata in una lettera di s. Dionigi vescovo d’Alessandria († 265 ca.), inviata a Fabiano d’Antiochia e riportata poi dal vescovo storico Eusebio (265-340), nella sua “Storia Ecclesiastica”, in questa lettera, il vescovo Dionigi racconta le atrocità perpetrate contro i cristiani, nella persecuzione dell’imperatore Decio (200-251) in Alessandria d’Egitto.
La lettera nel complesso nomina tredici martiri, uccisi insieme allo stesso modo, ma essi però sono commemorati a piccoli gruppi in date diverse nei Martirologi. Per quanto riguarda Giuliano ed Euno, la lettera narra che Giuliano cristiano e di ceto medio, denunciato dovette comparire davanti al giudice, durante la sopra citata persecuzione, nel 249 ca., ma essendo stato colpito dalla gotta ai piedi (podagra) e non potendo stare in piedi, era stato trasportato da due servi, anch’essi cristiani.
Uno dei due apostatò subito, mentre l’altro di nome Cronione, ma soprannominato Euno, rimase fedele alla fede in Cristo e insieme a Giuliano rifiutarono di fare i prescritti riti agli dei pagani.
Condannati a morte, furono condotti attraverso la città, legati su cammelli, mentre venivano flagellati; giunti sul luogo del supplizio, davanti ad una grande folla, furono gettati in un immenso rogo e bruciati vivi; alcune indicazioni dei sinassari bizantini, riportano che furono invece buttati nella calce viva.
Nel rito bizantino gli stessi martiri uniti ad altri, sono ricordati al 30 ottobre. Essi fanno parte di quella numerosa schiera di martiri alessandrini, che fedeli alla religione di Cristo, morirono tra i più vari tormenti, lungo le centinaia di anni delle grandi persecuzioni contro i cristiani, specialmente al tempo degli imperatori Costanzo, Teodosio, Valentiniano, Valeriano, Decio, ecc.

Fonte/autore: Antonio Borrelli

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