Parrocchia Gesù Lavoratore

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14 febbraio 2010

Il tempo per rigenerarsi

Dopo il carnevale una strada per rimettere ordine nella vita

Strade e piazze in questo periodo dell’anno sono piene di colori; le città principali si mascherano di colori sgargianti e vistose decorazioni; le pasticcerie fanno del loro meglio per garantire le tradizionali frittelle veneziane ma senza disprezzare l’aggiunta di panna, zabaione e cioccolato; le persone approfittano di questi giorni per far sfoggio dei costumi più raffinati o di quelli più originali perché...semel in anno licet insanire (una volta all'anno è lecito impazzire). Così il carnevale, con tutte le sue originalità e stravaganze, volge al termine carico di gioia e di allegria.
Dal prossimo mercoledì, infatti, inizierà il tempo di quaresima, tempo di purificazione e di penitenza; tempo in cui ciascun cristiano è chiamato a fare posto nella sua vita all’Eterno; tempo dal quale, seguendo la croce di Cristo, ogni uomo potrà uscirne rigenerato.
E proprio dopo le sregolatezze del carnevale, la Quaresima ci rimette dentro il sentiero del rigore: un rigore che è richiesta di conversione, di aiuto, di sostegno per giungere alla meta pasquale profondamente rinnovati.
Tre sono le strade per questo cammino e le sentiremo proprio il prossimo mercoledì quando riceveremo sul capo la cenere, segno quanto mai esplicativo del tempo che ci apprestiamo a vivere.
La prima strada è quella dell’elemosina: “Quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente […] mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto”. Non è solo una questione di soldi - seppur ci aiuterebbe a vivere con maggior sobrietà - , ma di volontà di saper donare parte della nostra vita, del nostro tempo per aiutarci a trovare il nostro bene e quello degli altri. In questo il servizio ha una sua importanza fondamentale se fatto con costanza, rispetto, responsabilità e cura.
La seconda è quella della preghiera: “E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente […] quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo” questo ci dice che il tempo della quaresima è tempo più che buono per rimettere realmente Dio al centro lasciandosi accompagnare dalla preghiera della Chiesa che al mattino e alla sera si ritrova per ringraziare e supplicare il Buon Dio. È l’occasione per tentare di unire fede e vita attraverso un percorso costante e responsabile che ci aiuterà anche ad essere sempre più coscienti di quanto abbiamo bisogno di sperimentare spesso il perdono di Dio nel sacramento della Riconciliazione. Ma anche l’occasione per riprendere in mano la Bibbia e iniziare a leggerne qualche libro: il Libro dei Salmi per esempio ci aiuta a pregare così come faceva Gesù, oppure leggere per intero - nei quaranta giorni della Quaresima - un Vangelo...
La terza è la strada del digiuno: “E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano […] quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto” la rinuncia perché le tante, troppe cose che abbiamo attorno non prendano il posto di Dio facendoci diventare schiavi e non gente libera.
Intesa anche così la Quaresima diviene realmente un percorso di rinascita ad una nuova vita cristiana che, attraverso l’ordinarietà della vita, sa dare ragione della sua fede.
A tutti voi auguro una buona e santa Quaresima.

don Luca

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