Riscopriamo la celebrazione eucaristica: Professione di fedeArticoli - 26 aprile 2026
Il Credo che proclamiamo ogni domenica non è un semplice elenco di nozioni da imparare a memoria, ma è il racconto ordinato di un’esperienza di vita vissuta con Dio.Il suo nome più antico è «simbolo di fede», una parola che richiama l’immagine di un braccialetto intrecciato tra amici: un segno che ci permette di riconoscerci fratelli ovunque siamo e di sentirci parte di una sola grande comunità che dice «sì» alla stessa verità.
Le sue radici affondano nel momento del nostro Battesimo, quando siamo stati accolti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo; da quel seme iniziale, la fede della Chiesa è cresciuta nel tempo come un grande albero, arricchendosi di parole per spiegare i misteri della creazione e della salvezza.
È importante però ricordare che le parole del Credo sono come un’autocertificazione o un profilo personale: ci offrono un quadro attendibile della nostra identità, ma non possono racchiudere tutta
la ricchezza della vita di una persona, così come nessuna definizione potrà mai esaurire l’immensità di Dio.
Noi non troviamo Dio nei soli concetti, ma nella storia vissuta con Lui. Per questo, durante la Messa, il Credo è posto tra l’ascolto della Parola e la preghiera: è il momento in cui le verità dichiarate
«tornano a casa» e smettono di essere formule astratte per diventare qualcosa da gustare concretamente attraverso il Sacramento.
Proclamare insieme il Credo significa quindi testimoniare che la storia della salvezza non è un evento del passato, ma un cammino che continua ad accadere oggi in mezzo a noi.
Don Henrique