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Riscoprendo la celebrazione eucaristica: SalmoArticoli - 5 aprile 2026

È un mondo di preghiera: una sequenza di 150 Salmi, in cui tutto prega (l’essere umano, la polvere, le stelle, gli animali, le colline).
Ci sono tre passaggi da considerare per capire perché i Salmi sono sempre posti al centro della liturgia della Parola, tra la prima e la seconda lettura oppure nei giorni settimanali tra la prima lettura e il Vangelo.
Il primo è che si tratta di un testo di preghiera in cui Israele ha espresso la sua storia con Dio: una storia lieta e una storia triste, piena di gioie e di dolori; con lodi e suppliche, con feste, danze e trombe, ma anche con imprecazioni, distruzioni e abissi.
Il secondo passaggio è che nei Salmi Israele ha vissuto tutto il suo rapporto straordinario con Dio. Anche Gesù ha pregato i Salmi: è la preghiera che lo ha accompagnato per tutta la vita, fino alla fine, fino alla croce.
Il terzo passaggio è che la Chiesa ha ricevuto e custodito questi testi come Parola del Signore: li ha fatti propri e in essi riconosce la comunione viva con Lui.
Una grande sfida nelle nostre celebrazioni è che il testo del Salmo non è fatto per essere semplicemente proclamato, ma per essere cantato come comunità. È una questione sostanziale, non solo estetica, perché non si tratta solo di cantare qualcosa di bello: almeno il ritornello dovrebbe essere eseguito dall’assemblea, in dialogo con il salmista.
Infatti, per proclamare basta un lettore preparato; per cantare, invece, occorre una crescita ecclesiale comune. Prendere l’abitudine di cantare insieme il ritornello del Salmo è un modo per costruire e diventare comunità.
Diventiamo assemblea condividendo nel canto la gioia della risposta salmica alla Parola proclamata.
Quanto più sappiamo ascoltare, tanto più sentiamo l’esigenza di una risposta vera, forte e coinvolgente, che corrisponda nel cuore a ciò che è stato proclamato con le labbra.
L’invito e la sfida sono questi: uscire dall’inerzia del “ripetiamo insieme” per entrare nell’avventura del “cantiamo insieme”, perché questo eleva la qualità della nostra liturgia e rafforza la nostra identità e coscienza ecclesiale.
Il canto è capace di esprimere tutto ciò che portiamo nel cuore. Il salmo cantato più ancora, perché è preghiera e ogni preghiera coinvolge i nostri sentimenti.
Don Henrique