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Lunedì, 18 maggio 2026
Lunedì della VII settimana di Pasqua
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La fede non è un’emozione astratta o un ottimismo di facciata, è un cammino concretoArticoli - 19 aprile 2026

Carissimi,
Signore Gesù, facci comprendere le Scritture; arde il nostro cuore mentre ci parli.
siamo nel cuore del tempo pasquale, eppure, guardandoci attorno, sembra che il "buio"
del venerdì santo non voglia lasciarci. Tra crisi internazionali, incertezze economiche e la fatica
quotidiana, è facile sentirsi come i discepoli nel cenacolo: chiusi in noi stessi, colmi di dubbi e
con il cuore pesante.
Ma il Vangelo di questa domenica ci viene incontro proprio nel mezzo dei nostri
turbamenti. La fede non è un’emozione astratta o un ottimismo di facciata. È un cammino
concreto. Gesù non chiede ai suoi di ignorare le piaghe, ma dice: "Guardate le mie mani e i
miei piedi... toccatemi e guardate". Gesù ci insegna che la speranza non nasce dall'assenza
di dolore, ma dalla certezza che Dio abita quel dolore e lo trasforma in vita. E si fa vicino
a noi come con i discepoli di Emmaus, aprendo la nostra mente per comprendere le Scritture,
unica bussola capace di orientarci quando la cronaca del mondo si fa oscura.
In questo tempo difficile, la nostra comunità è chiamata a un compito preciso: non essere
spettatori rassegnati, ma testimoni. Essere testimoni non significa avere tutte le soluzioni, ma
mostrare con la propria vita che il Risorto è qui, "in mezzo a noi".
Portiamo allora nel quotidiano questa luce: un gesto di carità, una parola di conforto, uno
sguardo di pace. Non siamo soli nel cammino; Egli mangia ancora con noi, spezza il pane
per noi e ci ripete instancabile: "Pace a voi!".
Buona domenica e buon cammino di Pasqua.
don Filippo, don Luciano, don Dan, don Henrique, diacono Daniele e diacono Faneva