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Giubileo del Mondo EducativoArticoli - 9 novembre 2025

Giubileo 2025
Dal 27 ottobre al 2 novembre si è svolto a Roma il Giubileo del Mondo Educativo. Papa Leone XIV ha rivolto alle comunità educanti la Lettera apostolica intitolata “Disegnare nuove mappe di speranza”, nella quale auspica che l’educazione non sia funzionale alla tecnologia o alla finanza, ma metta al centro la persona, ascolti i bambini e i giovani, promuova la dignità e la piena partecipazione delle donne, riconosca la famiglia e “disarmi le parole”, creando relazioni vere.
La lettera di Leone XIV, riprende il “Patto educativo globale” lanciato da Papa Francesco cinque anni fa, ma ad esso aggiunge tre ulteriori “priorità”: “La prima riguarda la vita interiore: i giovani chiedono profondità; servono spazi di silenzio, discernimento, dialogo con la coscienza e con Dio. La seconda riguarda il digitale umano: formiamo all’uso sapiente delle tecnologie e dell’IA, mettendo la persona prima dell’algoritmo e armonizzando intelligenze tecnica, emotiva, sociale, spirituale ed ecologica. La terza riguarda la pace disarmata e disarmante: educhiamo a linguaggi non violenti, riconciliazione, ponti e non muri; ‘Beati gli operatori di pace’ diventi metodo e contenuto dell’apprendere”.
Sulla questione emergente dell’impiego dell’intelligenza artificiale in educazione il Pontefice condanna l’“approccio prettamente mercantilistico che spesso costringe l’educazione a essere misurata in termini di funzionalità e utilità pratica”. A suo giudizio “Le tecnologie devono servire la persona, non sostituirla; devono arricchire il processo di apprendimento, non impoverire relazioni e comunità”.
E “in ogni caso, nessun algoritmo potrà sostituire ciò che rende umana l’educazione: poesia, ironia, amore, arte, immaginazione, la gioia della scoperta e l’educazione all’errore come occasione di crescita”.
Leone XIV si rivolge in particolare alle scuole e alle università cattoliche, ma le sue parole richiamano l’attenzione di tutti su problematiche per molti aspetti universali, come quando avverte che “L’intelligenza artificiale e gli ambienti digitali vanno orientati alla tutela della dignità, della giustizia e del lavoro; vanno governati con criteri di etica pubblica e partecipazione”.
Su questi temi, conclude, “l’educazione cattolica può essere faro: non rifugio nostalgico, ma laboratorio di discernimento, innovazione pedagogica e testimonianza profetica. Disegnare nuove mappe di speranza: è questa l’urgenza del mandato”. Una sfida anche per il mondo laico.