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Giubileo dei PoveriArticoli - 23 novembre 2025

Giubileo 2025
Dal 14 al 16 Novembre si è svolto a Roma il Giubileo dei Poveri che ha visto la partecipazione di oltre 40mila persone.
È stato per Papa Leone l’occasione per un grande e sentito abbraccio ai bisognosi e agli scartati: sia nella Basilica Vaticana, durante la Santa Messa; sia dal sagrato di piazza San Pietro, piena di “pellegrini di speranza” perché la «basilica è piccola» e non riusciva a contenerli tutti; sia nell’Aula Paolo VI dove ha pranzato assieme a 1300 indigenti.
È stato un abbraccio agli ultimi che da emarginati e nascosti sono diventati i protagonisti della domenica in cui si è elaborata la IX Giornata Mondiale dei Poveri, istituita da Papa Francesco nel 2017.
La Chiesa, soprattutto oggi, vuole essere “madre dei poveri, luogo di accoglienza e di giustizia”. Nel mondo contemporaneo esistono povertà materiali evidenti, ma anche povertà morali, educative e spirituali. Il filo che le attraversa tutte, ha osservato il Papa, è la solitudine: un male subdolo che priva le persone della possibilità di sentirsi guardate, ascoltate, accompagnate. Per questo Leone ha indicato una direzione chiara: sviluppare una cultura dell’attenzione. Non basta rispondere ai bisogni immediati; occorre una trasformazione dello sguardo, delle relazioni, dei contesti in cui viviamo. Famiglia, lavoro, comunità, mondo digitale: ogni spazio può diventare un luogo in cui si costruisce fraternità.
Neppure i conflitti internazionali, ha aggiunto, devono condurre alla paralisi o al fatalismo. La “globalizzazione dell’impotenza” nasce dall’idea che la storia non possa cambiare. Il Vangelo, invece, ribadisce che proprio negli sconvolgimenti più drammatici Dio si rende presente per salvare. È questo, secondo Leone XIV, che la comunità cristiana deve testimoniare in mezzo ai poveri: una speranza che non cede al realismo rassegnato.
Il Papa ha rivolto un appello ai capi di Stato e ai responsabili politici, perché riconoscano la voce dei poveri come criterio di giustizia e di pace. Nessuna pace è possibile, ha affermato, senza una giustizia che includa tutti. Il mito di un progresso che scarta, dimentica e marginalizza intere categorie di persone è una delle forme più sottili di ingiustizia contemporanea.
Un ringraziamento speciale lo ha riservato ai volontari e agli operatori della carità, ricordando però che il loro ruolo non è solo quello di alleviare le sofferenze, ma anche quello di essere coscienza critica della società. I poveri non sono un problema da gestire: sono «la carne di Cristo», il luogo in cui la fede cristiana si misura con la sua verità più radicale.
Alla Vergine Maria, voce dei senza voce, il Papa ha infine affidato il cammino del Giubileo dei Poveri, perché la logica del Regno - che guarisce, consola e fascia le ferite - possa diventare stile di vita per ogni cristiano.