Settimanale parrocchiale
La domenica della Divina Misericordia
La domenica più speciale e caratteristica di quest'anno santo

Nell'anno della Misericordia oggi viviamo la domenica più speciale e caratteristica: quella della Divina Misericordia. Abbiamo capito che non è facile accostare la Misericordia e ancor meno viverla, ma abbiamo anche compreso quanto sia necessaria, fondamentale e fondante la nostra fede e la nostra vita. Un cristiano senza Misericordia è una persona che ha smarrito la sua identità, è un funzionario e non un testimone di Gesù Risorto, è un mestierante del sacro e non una persona che vuole raggiungere la santità.
Proprio per questo abbiamo bisogno di persone che ci aiutano - attraverso il loro modo di vivere - a vedere, attraverso gesti concreti, come la misericordia possa essere resa pratica. Sarà per questo che nel vangelo odierno ci viene presentata la figura di San Tommaso: egli, contrariamente a quanto solitamente si pensa, è una persona che va al sodo della questione. "Abbiamo visto il Signore" gli dicono i discepoli suoi amici, ma lui ha bisogno di concretezza, ha bisogno di far esperienza, ha bisogno di muovere tutti i suoi sensi per aderire a ciò in cui già credeva. "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo": se non provo con la mia vita quanto voi mi dite, se non mi comprometto per sperimentare le vostre parole, se non vedo un segno concreto... io non credo.
Questo è il bisogno anche delle nostre comunità: il bisogno di sperimentare che la Misericordia di Dio può realmente cambiare la vita delle persone e può concretamente produrre gesti e segni concreti di amore gratuito soprattutto nei confronti di coloro con cui maggiormente facciamo fatica a relazionarci. Essa è il banco di prova del cristiano perché, unita alla carità, dice lo stile di ciascuno di noi e ci porta sempre più vicini a quel Gesù che donne non hanno trovato nel sepolcro perché è risorto.
Aiutiamoci vicendevolmente a vivere fino in fondo la Misericordia e cerchiamo di far si che la nostra comunità, partendo proprio dalle sue fragilità, possa essere una buona palestra di comprensione, correzione, aiuto, sostegno ma soprattutto di perdono che credo sia la forma più alta di misericordia!

don Luca