Settimanale parrocchiale
Risvegliare la coscienza per vivere il vangelo
Il pellegrinaggio alla Porta Santa, un percorso straordinario verso la salvezza

Abbiamo fatto un po' di strada assieme! Non solo fisicamente, ma anche con un obiettivo comune: quello di raggiungere un meta ben precisa che si chiama Porta Santa.
Perché tanta importanza per questa Porta? Essa, in realtà, rappresenta Gesù Salvatore. Passando attraverso Gesù noi tutti possiamo entrare nella Salvezza, possiamo immergerci nella Misericordia. Entrare attraverso Gesù vuol dire vivere nella nostra vita, con la nostra vita ciò che Lui ha vissuto. Sembrano le solite cose, ma prova a pensare quanto e come la tua vita potrebbe essere diversa se realmente ti impegnassi a dare concretezza al Vangelo. Cerchi l'incontro personale, costante e vero con Dio? Lasci che la tua vita vada lungo i sentieri che Lui ha pensato essere buoni per te, anche se ti costa fatica? Sei capace di amare i tuoi nemici? Preghi per il loro bene? Sei disposto ad umiliarti per servire gli altri? Sei disposto a perdere tempo per andare a cercare chi si sente perduto? Quanti altri esempi si potrebbero fare… Il Giubileo è questo: entrare attraverso Gesù per lasciare che la mia vita sia abitata, vissuta e spesa con Lui!
Ecco perché abbiamo pellegrinato assieme. La vita cristiana non è vita solitaria ma è comunione di persone che assieme si salvano. Questo Gesù l'ha detto fin dal principio quando ha voluto attorno a se i dodici: pensi che tutti e dodici siano sempre andati d'accordo? Pensi che non abbiano mai baruffato? Pensi che tutti la pensassero sempre nello stesso modo? Vai a leggerti nel Vangelo quello che si dice di loro e ti accorgerai che loro, esattamente come noi, erano persone normali. Si arrabbiavano, baruffavano, avevano opinioni diverse, ma... alla fine facevano pace. Mettevano al primo posto ciò che, oggi come allora, dovrebbe stare in testa alla classifica: la stima, la comunione, la ricchezza che viene da posizioni diverse, l'essere fratelli e sorelle...
Il frutto del Giubileo non è l'organizzazione, ma la persona rinnovata dalla grazia di Cristo. È guardarci, ascoltarci con i sentimenti di comprensione, di compassione. È imparare ad aiutarci sapendo che tutti noi abbiamo bisogno di Dio e degli altri.
Se guardi a te stesso, se consideri le tue fragilità, i tuoi talenti, le tue paure sono sicuro che sentirai forte il desiderio che qualcuno ti voglia bene per come sei, che qualcuno ti capisca e ti aiuti a migliorarti: Gesù ti dice amami come sei ma ti dice anche ama il tuo fratello per quello che è e non rovesciare su di lui le tue paure, le tue frustrazioni, le tue angosce perché quelle le ho già sconfitte io. Quindi amami come sei e ama l'altro per quello che è!
Credo questo sia il contenuto più bello e liberante da chiedere e da vivere in questo straordinario tempo di Giubileo in cui papa Francesco ha immerso tutta la Chiesa. È il tempo favorevole. Non lasciamocelo scappare o scivolare sulle nostre vite!
don Luca


Vi offro la testimonianza della Gilma che ha voluto scrivere per tutti noi queste poche righe. È stato un momento speciale che la nostra parrocchia ha condiviso con le altre comunità del vicariato quello che ci ha visti pellegrini in San Marco, la nostra Basilica-Cattedrale, la scorsa domenica: passare attraverso la Porta Santa è stato come annunciare il Vangelo in modo ricordando le parole del Santo Padre che dice "nessuno può essere escluso dalla Misericordia di Dio: la Chiesa è la casa che accoglie tutti senza distinzione alcuna". L'apertura della Porta Santa è un rito che offre, a noi fedeli, un percorso straordinario verso la salvezza. Il nostro Patriarca Francesco nell'omelia ci ha ricordato aspetti importanti come la conversione di ciascuno di noi e che il senso del pellegrinaggio è soprattutto camminare assieme per accogliere il perdono di Dio. Ci ha ricordato l'importanza delle opere di misericordia corporale e spirituale come strada per "risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo dove i poveri sono i privilegiati dalla misericordia di Dio". Penso, cari fratelli, che dovremmo avere una speranza: quella di aprirci di più al dialogo per conoscerci meglio ed eliminare ogni forma di chiusura e di disprezzo.
Gilma