Settimanale parrocchiale
Non c'è
La prima domenica di Quaresima - La lotta con le armi della fede

Quante volte, nella nostra vita, siamo indecisi su quale sia la scelta migliore? Quante altre, difronte a passi difficili da compiere, ci piacerebbe mettere la testa sotto la sabbia e non scegliere? La vita è così, ricca di opportunità ma anche di decisioni che - a guardar bene - dicono la qualità della persona, ne tracciano un primo ritratto che, ovviamente, va scoperto e indagato.
È capitato così anche a Gesù: nel deserto, da solo, condotto dallo Spirito Santo, tentato dal Diavolo. Gesù ci ha mostrato che per vincere colui che vuole dividere (il significato di diavolo è proprio questo, colui che vuole dividere) abbiamo bisogno di stare uniti. Si, uniti al Padre, uniti tra di noi, uniti in noi stessi.
In una società sempre più frammentata, dentro una cultura chiamata liquida, l'uomo rischia di essere una sorta di naufrago sballottato dalle onde della tempesta, senza una meta, solo... un vagabondo. Il vangelo di oggi ci invita, al contrario, ad avere a cuore la comunione con Dio che è l'origine della comunione con noi stessi e con gli altri.
Gesù assieme al Padre sconfigge il Diavolo. Assieme al Padre, Cristo è capace di eliminare ciò che vorrebbe servirsi della Creazione rendendo l'uomo schiavo dei propri desideri, delle proprie passioni. Questa, credo, sia un'indicazione molto importante: quando noi ci sentiamo autosufficienti, ci sentiamo i migliori, i più forti, è li che si insinua la tentazione di bastarci così da buttare via Dio e i fratelli.
Essere in comunione con Dio ci insegna la sua pazienza, la sua libertà nell'accoglierci sempre, la sua grandezza nel perdono, la sua umiltà nel saper aspettare. Ci dice anche, però, la forza con cui condurre questa lotta - perché di lotta si tratta - contro tutto ciò che inquina la persona, che la rende oggetto di interesse egoistico per l'altro fino a farla diventare un oggetto. San Paolo ha parole molto belle per descrivere questa lotta: nella lettera agli Efesini scrive: "Prendete perciò l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza".
Cerchiamo anche noi di procurarci in questa Quaresima elmo, scudo, armatura attraverso la preghiera, il digiuno e facendo opere di carità (le opere di misericordia ci possono essere di aiuto).
La Quaresima è un tempo prezioso per ritrovare Dio, ma anche per ritrovare noi stessi e la comunità (sia essa la famiglia o la parrocchia) nella quale il Buon Dio ci ha inseriti.
A tutti auguro una Quaresima ricca di frutti di grazia!

don Luca