Settimanale parrocchiale
Coloriamo il mondo di opere buone
La prima domenica di avvento: le opere di misericordia corporale

Con questa domenica inizia il Tempo dell'avvento, il tempo dell'attesa per la venuta del Signore. L'avvento di quest'anno, però, ha una caratteristica particolare: è il tempo in cui inizieremo il Giubileo della Misericordia! Questa parole, misericordia, ci accompagnerà per tutto l'anno liturgico. A questa parola sono ispirati tanti libri, sussidi, conferenze. Scrive Papa Francesco nella Bolla di indizione del Giubileo:
"Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. (...) Misericordia: è l'atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro."
Sarà proprio la Misericordia a guidarci nel nostro Cammino di Avvento e saranno le Opere di Misericordia Corporale - opere che si ispirano alla pagina evangelica di Matteo al cap. 25 versetti dal 31 al 46 - a portarci al Natale, giorno in cui Dio si fa uomo e la Misericordia raggiunge la sua espressione più alta.
Le Sette opere di Misericordia è il soggetto di un dipinto del pittore italiano Michelangelo Merisi da Caravaggio, realizzato tra la fine del 1606 e l'inizio del 1607 e consegnato ai committenti il 9 gennaio di quell'anno. L'opera è conservata presso il Pio Monte della Misericordia di Napoli ed è la rappresentazione delle "sette opere di Misericordia corporali".
La Congregazione del Pio Monte comprendeva tra i suoi aderenti anche Luigi Carafa-Colonna appartenente alla famiglia che protesse la fuga di Caravaggio da Roma. Proprio per questo istituto fu commissionata ed eseguita la tela delle "Sette opere di Misericordia".
L'opera in questione si rivelerà cardine per la pittura in sud Italia e per la pittura italiana in genere, la cui composizione, rispetto alle pitture romane, è più drammatica e concitata, non esistendo più un fulcro centrale dell'azione.
Presso il Pio Monte della Misericordia è conservato, inoltre, il contratto originale che il Caravaggio stipulò con l'istituto. Sullo stesso è riportata la firma del pittore ed il suo compenso per l'opera eseguita, 470 ducati.
L'opera ha una composizione serrata, che concentra in una visione d'insieme diversi personaggi, ma può essere confusa con una semplice scena di genere, tant'è vero che sembra ambientata in un tipico vicolo popolare di Napoli. Sulla parte superiore del dipinto, a supervisionare l'intera scena che si svolge nella parte bassa, vi è la Madonna col Bambino accompagnata da due angeli.
Le sette opere di misericordia sono nella tela del Merisi così raffigurate:

"Visitare i carcerati" e "Dar da mangiare agli affamati"
sono concentrati in un singolo episodio: quello di Cimone (Valerio Massimo, "Factorum et dictorum memorabilium", IX, 4, ext. 1), che condannato a morte per fame in carcere, fu nutrito dal seno della figlia Pero e per questo fu graziato dai magistrati che fecero erigere nello stesso luogo un tempio dedicato alla Dea Pietà. Sullo stesso luogo fu poi edificata la Basilica di San Nicola in Carcere.

"Seppellire i morti":
è raffigurato sulla destra con il trasporto di un cadavere di cui si vedono solo i piedi, da parte di un diacono che regge la fiaccola e un portatore.

Fonte: wikipedia