Settimanale parrocchiale
Apocalisse o disperazione?
La scelta va fatta qui ed ora

"Padre, che sia l'apocalisse?" così una signora in questa settimana si è rivolta a me, spaventata per tutto quello che è accaduto a Parigi. "No signora - le rispondo - l'apocalisse, che vuol dire rivelazione, è una cosa bella perché ci farà vedere il Regno di Dio, questa invece è la cattiveria degli uomini".
Il Papa ci ha consegnato un messaggio duro contro chi opera queste stragi quando, nell'omelia a Santa Marta nella messa dello scorso giovedì, ha detto: "C'è una parola brutta del Signore: Maledetti!, perché lui ha detto: "Benedetti gli operatori di pace!". Dunque coloro che operano la guerra, che fanno le guerre, sono maledetti, sono delinquenti".
Da tante parti ho sentito un sentimento d'impotenza rispetto a questa situazione; di contro ho sentito parole lodevoli rispetto a quello che Papa Francesco ha detto. Bastano l'indignazione o gli applausi per quitare la coscienza? Basta schierarsi con le parole dalla parte di questo o quello per sistemare le cose qui a Marghera oggi? Credo proprio di no! E credo anche che ci sia un altro pericolo sempre latente, quello di fare di tutta l'erba un fascio così da rendere tutti i fratelli mussulmani colpevoli di un reato tanto tragico quanto meschino.
La domanda allora è: "Cosa posso fare io?" perché credo nel cuore di tutti noi ci sia il desiderio di aiutare le persone sconvolte e colpite da questa nefandezza. A questa domanda, però, credo sia utile aggiungere qui ed ora: "Cosa posso fare io qui ed ora?" perché, altrimenti, rischiamo di lasciare tutto sul piano delle idee, del sentimento. Qui ed ora, invece, io posso cambiare qualcosa; qui ed ora io sono chiamato a compiere e vivere delle scelte di bene; qui ed ora la mia vita può essere segno di rivelazione di come la fede (ma non solo quella) può e deve convertirmi; qui ed ora io posso seminare pace o fomentare divisione… Già, la nostra vita si decide qui ed ora nella misura in cui so essere segno e strumento di bene.
"Con Cristo, per Cristo e in Cristo" ci fa dire la liturgia: quanto la mia e la tua vita è con-per-in Cristo? "Scambiatevi un segno di pace" ancora la liturgia ci suggerisce: come vivo questo momento? Lo si fa perché bisogna o lo si fa perché si desidera farlo?
Guardiamoci attorno, fratelli e sorelle carissimi, e chiediamoci se siamo disposti qui ed ora a vivere la pace; a migliorare i rapporti tra noi; a rispettare ciò che mi sta intorno; a perdonarci vicendevolmente perché tutti abbiamo qualcosa per cui chiedere scusa ai fratelli e a Dio; a vivere la giustizia, per cui le cose non giuste le si impara a riconoscere e denunciare: la droga che gira troppo e troppa per il nostro quartiere, gli italiani che se ne approfittano degli stranieri per arrotondare a fine mese, i furbetti che non pagano quello che dovrebbero... tutto questo è riflesso - molto molto minore, per fortuna - degli attentati parigini perché va contro il rispetto della vita, delle persone e soprattutto delle giovani generazioni che dovrebbero avere da noi adulti l'esempio di una buona e bella vita. Buona e bella non è perfetta, ecco perché tutti dobbiamo fare l'esame di coscienza e rimediare la dove c'è da rimediare.
Su tutto la preghiera ci è di grande aiuto a patto che non si limiti ad accendere una candela, ma che ci sproni a fare sempre di più e sempre meglio. Quando la vita prede il senso di Dio, perde tutto e il rischio è che ognuno si costruisca un mondo "secondo me" che covi al suo interno sentimenti di intolleranza, di illegalità fondato soltanto sull'apparenza.
Aiutiamoci tutti a creare un mondo giusto, umano, vero! Aiutiamoci a guardare al prossimo come al fine delle nostre azioni! Aiutiamoci ad accoglierci sempre vivendo la tanto difficile quanto bella arte del perdono! Aiutiamoci tutti, perché senza il contributo sano di tutti le cose non cambieranno mai.
Ecco, questo è il tempo dell'apocalisse, questo è il tempo favorevole per vivere il Vangelo di Gesù Cristo.

don Luca