Settimanale parrocchiale
Al Pozzo di Sichar
L'adorazione e la misericordia

Quest'anno ci prendiamo un po' più di tempo per stare con il Signore!
Questo è il senso del momento mensile che, assieme al Consiglio Pastorale Parrocchiale, abbiamo deciso di vivere nella nostra comunità: a guidarci sarà la Parola di Dio, che cercheremo di fare nostra; l'adorazione Eucaristica, perché è importante stare davanti a Gesù e raccontarsi; il Sacramento della Riconciliazione, per sperimentare ciò che si è ascoltato e adorato.
L'abbiamo chiamato "Al pozzo di Sichar".
Il pozzo potremmo dire che è una ferita della terra che genera vita, che ci permette di attingere alle profondità oscure che ci abitano, è luogo che porta alla vita, sempre e nella cultura mediorientale è il luogo dell'incontro, della comunicazione. Il tema del pozzo nella Bibbia appare come un filo rosso che si snoda lungo tutta la storia di Israele e collega tra loro la creazione, le vicende dei patriarchi, l'uscita dall'Egitto, il dono della Torà, la speranza messianica della redenzione. È un itinerario terrestre e spirituale dei patriarchi e del popolo: l'acqua di sorgente è il simbolo della vita che Dio dà lungo il cammino di ogni giorno e che darà in pienezza ai tempi messianici.
Nel vangelo di Giovanni (Gv 4) si racconta di una samaritana che vive nell'incontro con Gesù l'esperienza di essere cercata da Dio che si siede presso il pozzo, quasi fosse stanco di cercare l'umanità. In Gesù Dio si è fatto uomo, si è fatto prossimo e ci educa ad ascoltare le grandi domande che portiamo nel cuore e che rimangono inespresse, inascoltate. La samaritana ha paura di entrare in se stessa: questa discesa nella sua interiorità mette a nudo sentimenti, angosce, gridi di protesta, interrogativi di senso rivolti a sé e a Dio. Ha paura di ascoltare il richiamo profondo della sorgente e bere a quell'acqua che può saziare il bisogno infinito di bene che porta nel cuore, quel biso gno di felicità che nulla riesce a soddisfare, ma che cerca in qualche modo di colmare. Spesso inutilmente.
Cercare Dio, che vuole la nostra felicità, ci richiede il coraggio di metterci in gioco, di rileggere con giudizio critico le nostre esperienze. Richiede consapevolezza, autocoscienza, capacità di analisi di sé; onestà soprattutto quando il vissuto è doloroso e sanguinante; umiltà per accorgerci, per accettare ed esaltare Dio, come Maria nel Magnificat, quale vero protagonista della nostra storia.
Il contatto quotidiano con la Parola, come la donna che ogni giorno va al pozzo, ci porta a capire che la nostra sete non va saziata ad "altre acque" e ci fa incontrare il Signore Gesù nell'autenticità e nella verità: solo il nostro vero "io" può incontrare il vero Dio. E qui dissetarsi all'acqua che dà vita.
Frequentando la Scrittura, sacramento efficace della presenza di Dio, possiamo fare una rilettura sapienziale delle nostre personali esperienze e di famiglia, della Chiesa e del mondo, e scorgervi quel filo rosso con il quale Dio ci conduce nella nostra storia.
Le domande di fondo sono le stesse: Da dove vieni? Dove sei? Dove stai andando?
La vita ci attraversa con i suoi eventi e ci chiede di "stare" in essi. Ma come?
La samaritana sembra dirci: è Cristo Gesù, l'unico che disseta! Lui che è Parola fatta carne, roccia da cui sgorga l'acqua viva, è la soluzione. Se frequentiamo il pozzo e ci dissetiamo all'acqua delle Scritture, impariamo a cogliere il positivo in ogni situazione perché la Parola rischiara le nostre ombre, ci aiuta a non fuggirle, ci dà la forza di stare nelle situazioni, ci insegna a valorizzare ogni vissuto come ricchezza che contribuisce alla nostra felicità, come pane che possiamo mettere a servizio della nostra missione.
Ecco perché, anche per noi, è importante sostare in ascolto, in adorazione e celebrare il perdono di Dio. Ci vediamo giovedì alle 20.45 in chiesa con tutte le persone che hanno a cuore la vita della nostra comunità per un momento di ascolto della Parola di Dio, di meditazione davanti al SS. Sacramento e anche per celebrare assieme il Sacramento della Riconciliazione: ci saranno ,infatti, alcuni sacerdoti disponibili per le confessioni individuali.
Vi aspettiamo tutti!

don Luca