Settimanale parrocchiale
Dio ci informa
La prima domenica di Quaresima

Lo scorso mercoledì, con la messa durante la quale abbiamo ricevuto la cenere sulle nostre teste, è iniziato il cammino della Quaresima. Questo, come detto tante volte, è un tempo di grazia, un tempo particolare perché segnato soprattutto in questi quaranta giorni ci viene chiesto di far spazio a Dio nella nostra vita attraverso dei segni, delle rinunce... attraverso la conversione.
Nell'omelia di mercoledì, sottolineavo il senso della cenere: essa è frutto dei rami d'ulivo bruciati, è richiamo alla pace, alla giustizia, all'Alleanza che Dio offre all'uomo. Contestualmente richiamavo anche la conclusione del cammino quaresimale, il giovedì santo, quando incontreremo un altro segno importante - l'acqua - segno che evoca purezza, vita, segno di quel servizio così scomodo che Gesù ha fatto chinandosi sui piedi di tutti i suoi discepoli perché, e oggi noi, imparassero la centralità dell'uomo.
Oggi la Liturgia della Parola ci fa ammirare in una prospettiva differente questo cammino di purificazione dandoci due temi da sviluppare e un segno. Alleanza e conversione sono i due temi: Dio, grazie alla libera scelta di Noè, offre all'uomo una relazione del tutto particolare alleandosi con lui e salvando il Creato dal peccato, cioè dal fatto che gli uomini, voluti e creati da Dio stesso, voltassero le spalle proprio a Colui che ha dato loro lo spirito, l'anima, il corpo. Così la disponibilità di Noè ha offerto l'opportunità a Dio di manifestarsi ancora una volta padre di tutto e di tutti. Segno di questa alleanza è l'arcobaleno. Questo ponte che unisce il cielo alla terra, Dio all'uomo, è il grande segno voluto da Dio e riconosciuto da Noè per sottolineare l'amore indissolubile tra creatore e creatura.
Ma questa alleanza - che dopo Noè conoscerà tanti altri personaggi (come i profeti) - ha bisogno di diventare definitiva, eterna: ecco allora la persona di Gesù, persona alla quale bisogna convertirci cioè imparare a vivere, a pensare, ad agire come Lui. Con l'arrivo di Gesù lo sguardo dell'uomo, di quell'uomo che sceglie di camminare dietro di Lui e essergli discepolo, è uno sguardo che non si volge più indietro ma che è assolutamente aperto al futuro, al nuovo… L'Alleanza nuova ed eterna ci coinvolge, ci informa, ci cambia, ci libera. Ci rende popolo unico che cammina dietro un solo pastore, che è proprio Gesù. Ed è il Figlio di Dio che ci insegna a riconoscere il Padre presente, operante e attento alle nostre vite; che ci ricorda la vicinanza di questo Dio manifestata nella scelta di farsi uno di noi "Cristo Gesù non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se sesso assumendo la condizione servo, e divenendo simile agli uomini" (Fil 2 5-7). Se nell'Antico Testamento - cioè nel periodo della promessa - l'arcobaleno era il segno dell'alleanza Dio-uomo, nel Nuovo Testamento questo segno diventa una persona, un uomo che prende su di se i limiti, le brutture, le fatiche, le frustrazioni degli uomini per far arrivare gli uomini a Dio. Cristo ci redime dal male e in quella croce, innalzata tra cielo e terra, pone il suo torno e ci richiama il suo stile.
Convertirsi a Gesù vuol dire amare fino a dare la vita; vuol dire servire la persona senza chiedere credenziali; vuol dire puntare all'unità della famiglia umana astenendosi da pettegolezzi o chiacchiere inutili; vuol dire testimoniare con la vita prima che con la parola l'amore infinito che Dio riversa in noi.
Carissimi fratelli e sorelle, la Quaresima è un tempo unico, irripetibile. Non lasciamocelo sfuggire!

don Luca