Settimanale parrocchiale
Un Natale a gonfie vele
Gli auguri di Natale del parroco

Carissime sorelle, carissimi fratelli,
abbiamo vissuto il tempo dell'Avvento separati quest'anno, ma abbiamo la possibilità di concluderlo assieme. Questi ultimi giorni che il Buon Dio ci da la possibilità di condividere sono preziosi perché ci permettono di arrivare alla Grande festa in atteggiamento di vigilanza che si concretizza nella preghiera vissuta assieme e nel rendere "bella" la casa della nostra anima, pulita, accogliente perché lo Sposo vi possa dimorare.
Poi ci sarà il periodo del Natale: accogliere Gesù - il Verbo di Dio fatto uomo - costringe sempre e comunque ciascuno di noi ad un cambiamento. Ho visto, qualche giorno fa quando sono ritornato in parrocchia un clima molto diverso da come l'avevo lascato: ho visto un affiatamento bello, quasi un prendersi cura gli uni degli altri; ho saputo della caparbietà nel vo tenere aperta la chiesa qualche ora nel pomeriggio mentre taluni vivevano il momento della preghiera del Rosaro, della Novena, del Vespro e della Celebrazione Eucaristica quotidiana; ho saputo della tenacia di tenere aperto il Patronato tutti i giorni... e mi sono ritornate alla memoria quelle parole che San Giovanni Paolo II disse quando venne in visita nella nostra comunità "questa comunità siete voi, non è il parroco, il prete e neppure il vescovo. Questa comunità siete voi" e poi ci lasciva un compito, quello di nutrire le persone con la Parola di Dio.
Amici carissimi, credo che quest'anno il Natale per noi si vesta con abiti lussuosi: la collaborazione, l'attesa, l'umiltà, la corresponsabilità sono doni che quest'anno più che mai ci dicono la centralità della persona e la ricerca del bene per ogni uomo. E voi, in questo lungo mese senza il vostro pastore, li avete saputi vivere al meglio.
Il Patriarca quando è venuto ad accompagnarmi a casa, qui nella nostra comunità, ha detto che siete una comunità adulta - e di questo, appunto, ne avete dato prova - che ha saputo mantenere la rotta della barca così da farla arrivare a destinazione. Io, da parte mia, devo solo ringraziare ciascuno di voi e chiedervi di continuare così, proprio perché la parrocchia siete voi che tutti i giorni popolate le strade di questo quartiere!
Mi piacerebbe però lanciarvi una sfida, una sfida che mi impegnerò io per primo a vivere: come in un grande galeone, se manca il vento le vele - seppur perfettamente funzionanti e prive di lacerazioni - non riescono a svolgere appieno la loro missione, quella cioè di essere il motore capace di far spostare la nave, così nella vita del cristiano c'è bisogno del vento, il vento buono della preghiera. Allora perché non lanciare proprio su questo tema la sfida...? Impegniamoci maggiormente a pregare! Le nostre case siano "piccole chiese domestiche" dove si vive la preghiera. Dico si vive la preghiera e non si insegna la preghiera perché imparare a pregare lo si fa solo pregando. E poi aiutiamoci a renderla carne questa preghiera: il Verbo di Dio, Gesù, si fa carne, diventa come noi, entra nella storia dell'uomo. La preghiera non va solo detta, ma fatta!
Ecco il Natale spogliato da tutto ciò che lo rende troppo pensante e grasso. Il Natale è contemplare Dio che si fa prossimo ad ognuno di noi, che ci porta il volto di Dio perché lo si guardi e, guardandolo, impariamo a guardarci con occhi nuovi, a sostenerci con gesti di carità, a comprendere i nostri errori rivestendoli della misericordia di Dio.
Carissimi, auguro a tutti voi un Natale a gonfie vele!

don Luca