Settimanale parrocchiale
Dio ci ha scelti in Cristo per essere santi e immacolati
Un commento al quadro di Giambattista Tiepolo

L'opera riprodotta è l'Immacolata di Giambattista Tiepolo, eseguita tra il 1732 e il 1734.
Tiepolo raffigura Maria come orante - con le mani giunte in atteggiamento di preghiera - perché Dio l'ha predestinata "avvocata di grazia e modello di santità" per il suo popolo. È poi bella, in un abito bianco ricoperto del manto blu, perché figura della Chiesa, sposa di Cristo senza macchia e senza ruga: il bianco dell'abito allude alla purezza umana, il blu all'elezione celeste che avvolge e sublima ciò che è solo umano. Nell'odierno Vangelo sentiamo infatti come Maria abbia trovato grazia presso Dio ed era perciò - oltre ogni possibilità meramente naturale - "piena di grazia".
L'immacolata di Tiepolo ha la testa in cielo, un cielo di luce, perché Maria è quella che l'autore dell'Apocalisse vide quando si aprì il santuario di Dio ed apparve l'arca dell'alleanza: è lei il segno grandioso, la donna vestita di sole con in capo una corona di dodici stelle: dodici, il numero dei figli di Giacobbe e degli apostoli, delle tribù d'Israele e delle Chiese. Maria, cioè, è colei in cui vengono sommati tutti i tentativi di radunare il popolo di Dio, è la "vergine figlia di Sion". Così, sebbene abbia la testa in cielo, il suo sguardo è rivolto alla terra, perché il significato ultimo del suo privilegio riguarda noi. A partire da questa nostra sorella Maria, il Padre in Cristo ci ha scelti tutti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci ad essere i suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà (sono le parole della lettera agli Efesini usate come seconda lettura della festa).
Nell'immagine un altro particolare può rafforzare queste osservazioni. Maria è il segno grandioso, la donna vestita di sole con la luna sotto i piedi, dice sempre l'Apocalisse, ed ecco la luna e il globo terracqueo sotto i piedi di Maria (perché, per mezzo di Maria, in Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati). Vestita di sole, Maria è avvolta da colui che è "sole di giustizia", Cristo, perché è preventivamente giustificata dai meriti della futura passione di lui; ha sotto i piedi la luna perché, mentre il sole brilla di fulgore proprio ininterrotto, la luce riflessa della luna cresce e decresce, simbolo della natura umana soggetta al peccato che in Maria per prima viene rivestita dal sole divino. Sotto i piedi di Maria vediamo anche, e grande, il serpente che-come ci ricorda la prima lettura della festa-aveva ingannato un'altra donna. Eva, così che essa mangiò il frutto dell'albero. Maria è la nuova Eva, colei a proposito della quale Dio intimò al serpente: "Io porro inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno". Ma ecco, prima ancora della creazione del mondo, prima dell'altra Eva, prima del serpente, prima del peccato, nel cuore di Dio si concepisce una persona, una donna senza macchia, libera, capace di dire di sì, Maria immacolata. È l'inizio della nostra storia di salvezza.

Timothy Verdon