Settimanale parrocchiale
La presentazione dei cresimandi
L'esperienza in Seminario e la vita nuova in Cristo

Il tempo oramai si è fatto breve” dice san Paolo. Si è fatto veramente breve per i nostri ragazzi che tra qualche settimana (2 per l'esattezza) riceveranno il Sacramento della Cresima.
La Cresima è dare conferma che si vuole vivere il Battesimo, dono che i genitori hanno fatto ai figli quando ancora erano piccoli, si vuole essere di Cristo e quindi anche attraverso le parole e le opere si vuole testimoniare la vita nuova in Cristo.
Certamente questo è un orizzonte alto e impegnativo, ma ecco la presenza importante ed essenziale dei genitori supportati dalla madrina o dal padrino: essi per primi sono chiamati a vivere concretamente e “pubblicamente” la loro fede, il loro essere di Cristo!
Di tutti questi temi si è parlato in Seminario dove, con i ragazzi e i loro genitori, ci siamo recati lo scorso sabato per un momento di ritiro: unendo l'utile al dilettevole, sia i ragazzi che i genitori hanno avuto modo di ammirare il bel palazzo del Longhena appena restaurato, sede del Seminario Patriarcale e dello Studio Generale Marcianum, ed approfondire anche temi importanti che partono da questa scelta per la quale tutti loro si stanno preparando da tempo sotto la preziosa e attenta guida della catechista, la Carla. Così i genitori nell'incontro con il rettore, mons. Lucio Cilia, e i ragazzi seguiti da Pierpaolo, un nostro seminarista, hanno affrontato la tematica della vita cristiana, cercando di capire che cosa vuol dire oggi essere cristiani. Capire e vivere questa domanda, semplice nella sua formulazione, ma molto impegnativa nella sua realizzazione, sarà l'impegno di tutta la vita tanto per loro quanto per ogni persona che ha la fortuna d'incontrare Gesù Cristo nella sua vita.
Abbiamo bisogno di testimoni forti dell'amore di Dio manifestato in Cristo; di persone che spendano il loro tempo nella preghiera detta e fatta; di genitori che prendano seriamente la loro vocazione senza delegare a nessuno le loro responsabilità; di una Chiesa capace di parlare al cuore delle presone senza paure, ma trasmettendo la gioia che viene dal Vangelo; di comunità accoglienti e disponibili all'incontro e al confronto; di vivere fino in fondo il comandamento bello e difficile dell'Amore.
Per questo, oggi, mentre presentiamo i nostri ragazzi, tutti dobbiamo sentirci corresponsabili della loro scelta e sostenere loro e le loro famiglie con la nostra preghiera.

don Luca