Settimanale parrocchiale
La settimama santa

La regalità di Gesù sta nel dare tutta la sua vita per ciascuno di noi e non in maniera eclatante, ma con segni umili come pane e vino, in modo familiare, attorno ad una tavola proprio come fanno tutte le famiglie.
Ecco un'altra tappa del nostro cammino: la croce. Gesù la trasforma in luogo non più maledetto, ma nel luogo che manifesta proprio la regalità di Dio che è la misericordia e il perdono. Quanto avrebbe voluto scansare la croce “se è possibile, dice, passi da me questo calice, ma non la mia ma la tua volontà sia fatta”!
Anche noi - davanti alle scelte che portano in se la croce - vorremmo cambiare strada, evitare la sofferenza... Ma un Dio estraneo alla sofferenza, un Dio inconsapevole della vita umana non sarebbe un Dio credibile. Ecco il miracolo più grande: il Dio che Gesù ha mostrato è quel Dio che percorre, in modo inaudito ed incomprensibile, strade per Lui considerate impensabili. Sofferenza, solitudine, abbandono, tradimento, amore, servizio diventano parole che dicono l'identità di questo Dio, sono la sua carta d'identità!
Ma tutto non può finire qui. Quel “Dio è morto”, che tante persona hanno cantato in tempi passati, portava con se un grido, delicato e rispettoso, che è il grido della risurrezione. Dio è risorto e con lui tutta l'umanità stanca, ferita, oppressa, sofferente, abbandonata.
Io, cristiano del 2013, sono adesso per tutti segno di questo grande miracolo, segno di un annuncio che non è semplice parola o slogan, ma che dice una verità profonda per tutta l'umanità. E sempre io, mi devo domandare come oggi posso vivere da persona risorta, come cioè posso portare a tutti la consapevolezza che in quel sepolcro vuoto devo entrare per vedere e credere.
Non ci sono ricette precostituite, la vita nuova non qualcosa di “precotto” perché è sempre novità e, attraverso la fantasia della carità, dobbiamo aiutarci a trovare le strade migliori per renderla presente a tutti.
Queste poche righe contengono il mio personale augurio per le prossime feste pasquali, ma contengono anche un impegno perché tutti noi possiamo sempre più essere consapevoli del dono che ci viene fatto e della responsabilità che questo dono comporta.
Buona Pasqua a tutti voi!

don Luca