Santi del giorno

Sant' Aelredo (Etelredo) di Rievaulx

Martirologio Romano

Ancora in Inghilterra, sant'Alredo, abate, il quale, educato nei palazzi del re di Scozia, si fece monaco cistercense e esimio maestro della convivenza monastica, promosse con insistenza e con dolcezza la vita spirituale e l’ amicizia in Cristo, attraverso il suo esempio e i suoi scritti.

Biografia

Hexham (Northumberland, Inghilterra), 1109/10 - 12 gennaio 1166/7

Nacque a Hexham (Northumberland, Inghilterra) nel 1109 o 1110 da nobile famiglia. Trascorse la sua giovinezza come paggio alla corte del re David I di Scozia, dove divenne compagno di studi e di giochi di Enrico, figlio del sovrano, dando meraviglioso esempio di pazienza e di carità. Durante una missione (1135) compiuta a Rievaulx (Yorkshire) per incarico del re, entrò, nonostante i consigli contrari degli amici, in quel monastero cistercense, allora in pieno fiore e il secondo per importanza in Inghilterra, fondato (1131) dal nobile signore Walter Espec sotto gli auspici di s. Bernardo. Ne era allora abate Guglielmo, discepolo di s. Bernardo.
Aelredo fece grandi progressi nella pietà, facendosi ammirare specialmente per la carità pura e sincera verso i suoi confratelli. Come egli stesso scrisse nel suo libro De spirituali amicitia, molto gli giovò l'esempio e la conversazione del confratello Simone, morto nel 1142 in concetto di santità nello stesso monastero. Maestro dei novizi nel 1141, l'anno seguente A. fu inviato quale primo abate con dodici compagni a Revesby (Lincolnshire), monastero appena fondato dal conte William e dipendente da Rievaulx. Nel 1146 fu promosso abate di quest'ultimo monastero, che allora era già in piena prosperità contando trecento monaci. L'abate di Rievaulx era capo di tutti gli abati cistercensi in Inghilterra, carica che costrinse spesso il santo a intraprendere lunghi viaggi per visitare i monasteri dell'Ordine nell'isola. Pare che grande fosse la sua influenza anche nella vita civile di quel paese, specialmente sul re Enrico II nei primi anni del suo regno. Si dice che sia stato lui ad indurre il re ad unirsi a Luigi VII di Francia per incontrare a Toucy, nel 1162, papa Alessandro III.
Sollecitato ad accettare l'episcopato, al quale diverse volte era stato designato anche per l'interessamento del re David e di suo figlio Enrico, A. costantemente rifiutò per amore della vita religiosa. Partecipò in Francia al Capitolo generale del suo Ordine, assistette il 13 ottobre 1163 al trasferimento delle reliquie di s. Edoardo il Confessore nell'abbazia di Westminster e nel 1164 partì in missione per convertire i Pitti del Galloway, dove il 20 marzo di quell'anno a Kirkcudbright lo stesso capo di quei barbari, mosso dall'esortazione del santo, entrò in monastero. Affranto dalle malattie (gotta e calcoli), che lo avevano afflitto negli ultimi dieci anni, morì il 12 gennaio 1166 o 1167 in concetto di santità e fu sepolto a Rievaulx. Il suo culto iniziò subito dopo la morte. Fu canonizzato probabilmente da Celestino III nel 1191. Il Capitolo generale Cistercense del 1250 lo iscrisse tra i santi dell'Ordine al 12 gennaio.

Marco A. Calabrese

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