Parrocchia Gesù Lavoratore

Parrocchia
Gesù Lavoratore

Patriarcato di Venezia - Diocesi di Marghera

Articoli

17 Febbraio 2019

VI Domenica del Tempo Ordinario

Beato l’uomo piantato in Dio

Prova a rileggere la prima lettura di oggi: in un deserto assolato c’è un albero verdeggiante e carico di frutti. Come è possibile in un terreno ove al massimo sopravvivono i cespugli e i rovi? Avvicinati un po’ e puoi scoprire di lato, in un piccolo avvallamento, un corso d’acqua sottile ma perenne: le radici si sono tese fino a raggiungere quella sorgente di vita. È per questo che la pianta ha una chioma così rigogliosa.
L’immagine è semplice e simbolica: la sua applicazione la trovi poche righe prima: “Benedetto l’uomo che confida nel Signore, è lui la sua fiducia!”.
Molti anni dopo, un salmista leggerà queste righe del profeta Geremia e le riprenderà per comporre il suo canto, il Salmo 1: il giusto è “come albero piantato lungo corsi d’acqua, che dà frutto a suo tempo: le sue foglie non appassiscono e tutto quello che fa, riesce bene” (forse a Messa lo cantiamo pure).
La fedeltà a Dio e alla sua legge è principio di vita, di fecondità, di freschezza interiore. Ma qual è questa legge da rispettare? Questa legge tanto importante per noi? Ce lo dice il vangelo di oggi, con le sue beatitudini… e anche con le sue maledizioni.
Gesù non fa demagogia, e neppure vuole metterci paura. Egli non è un professore di etica, né un autore di trattati di morale. La sua predicazione è una denuncia come quella dei profeti dell’Antico Testamento: frasi corte e forti contrasti.
Le sue parole rimandano a situazioni correnti: avere troppi beni a cui badare, cercare solo il proprio piacere, desiderare solo il successo e l’applauso. Sono tutte cose che producono vanità (danno una falsa sicurezza), rendono orgogliosi (ci fanno credere che siamo più importanti degli altri), divinizzano (molte persone adorano coloro che hanno tanti soldi e si prostrano davanti a loro), induriscono (rendono poco comprensivi e privi di solidarietà), corrompono (finiscono per opprimere, a volte anche credendo di farlo con la benedizione di Dio).
Oggi le beatitudini ci avvertono seriamente: è meglio vivere nell'unica verità, quella di Gesù. Solo così non possiamo sbagliarci nel momento decisivo.