San Giorgio il Chozibita, Eremita
8 gennaio

Martirologio Romano:
Nella Palestina, san Giorgio, monaco ed eremita, il quale, durante tutta la settimana viveva da recluso, ma la domenica andava a pregare con i fratelli, che ascoltava e incoraggiava.

Nacque a Cipro. Il suo fratello maggiore, Eraclide, aveva lasciato l'isola per darsi, in Palestina, alla vita monastica. Dopo la morte dei genitori, anch'egli volle abbracciare la vita ascetica e andò a trovare suo fratello nella laura di Calamon, sulle rive del Giordano. Ma era ancora troppo giovane per vivere la vita eremitica, pertanto il fratello lo condusse alla laura di Koziba, sulla sinistra della strada che va da Gerusalemme a Gerico, per iniziarlo dapprima alla vita conventuale. Qui fu messo sotto la direzione di un vecchio monaco della Mesopotamia che era piuttosto severo. Un giorno lo schiaffeggiò senza motivo ma la sua mano si disseccò e poté guarire solo grazie alla preghiere di Giorgio. Il prodigio gli attirò una popolarità tale da indurlo a pensare che per lui fosse meglio... cambiare aria. Decise di tornare da Eraclide con cui visse finché questi morì all'età di 70 anni circa .Giorgio restò a Calamon fino alla morte dell'abate, ma essendo sorsi dissensi tra gli eremiti decise di tornare al monastero di Koziba dove fu accolto con gioia dall'abate Leonzio. Avvicinandosi i Persiani alla conquista di Gerusalemme, tutti i monaci abbandonarono il monastero (614);anche Giorgio se ne andò e si rifugiò nei pressi di Calamon, ma fu scoperto dai persiani che però, a causa della sua età avanzata, lo lasciarono in pace. Giorgio poté compiere un ultimo pellegrinaggio a Gerusalemme e quindi tornò a Koziba dove morì.
E' commemorato il 14 febbraio.

Fonte/autore: Paola Cristofari

Top