Sant'Apollinare di Gerapoli
8 gennaio

Martirologio Romano:
A Geràpoli, in Asia, sant'Apollinare, vescovo; rifulse per santità e per dottrina sotto l’ imperatore Marco Aurelio.In Libia, i santi martiri Teòfilo, diacono ed Ellàdio, i quali, torturati e feriti con cocci acuminati, si tramanda, siano poi stati gettati in una fornace.

Visse al tempo dell'imperatore Marco Aurelio (161-80) e fu senza dubbio uno dei presuli di maggior rilievo dell'Asia. Ciò si ricava dal numero e dalla risonanza delle sue opere, che, sebbene oggi perdute, conosciamo attraverso la testimonianza di altri. Eusebio (Hist. Ecci., IV, 27), che scriveva verso il 311, parla di una sua apologia a Marco Aurelio, di cinque libri ai Greci, di due ai Giudei, di due sulla Verità e di diversi altri contro l'eresia dei Frigi o montanismo; l'autore del Chronicon Paschale (PG, XCII, col. 80) accenna nel sec. VII ad uno scritto di lui sulla Pasqua, e Fozio (Bibl., 14) nel IX ad un trattato sulla Pietà. Qualcuno gli attribuisce la Cohortatio ad Graecos (PG, VI, coli. 241-312), ma con poco o nessun fondamento, né ha maggiore probabilità di appartenergli un frammento sullo scisma dei montanisti, citato da Eusebio (op. cit., V, 16-19). Sappiamo che il vescovo di Antiochia Serapione diffondeva tra i suoi fedeli le opere di Apollinare come la più forte requisitoria contro gli errori dei suoi tempi. Non si trova iscritto nei sinassari greci, né nel Martirologio Geronimiano, né negli altri martirologi antichi. Fu introdotto nel Martirologio Romano dal Baronio, il quale assegnò senza ragione la sua festa all'8 gennaio. Altri preferiscono celebrare la ricorrenza il 7 febbraio. Mancano le prove della venerazione prestatagli dagli antichi.

Fonte/autore: Pietro Burchi

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