Santa Genoveffa Torres Morales, Fondatrice
5 gennaio

Martirologio Romano:
In Spagna, la beata Genoveffa Torres Morales, vergine, la quale, fin dalla più tenera età provata dalle durezze della vita e gravemente malata, fondò l'Istituto delle Suore del Sacro Cuore di Gesù e degli Angeli per la difesa delle donne.

Nacque il 3 gennaio 1870 nel piccolo paese di Almenara (Castellon) in Spagna, da genitori poveri ma molto cristiani. Divenne orfana di entrambi nel giro di pochi anni e in sequenza, morirono anche quattro dei sei fratelli; rimase solo lei Genoveva, la più piccola di otto anni ed il fratello più grande Giuseppe di 18 anni.
Dovette prendersi cura della casa e del fratello, anche quando questi due anni dopo si sposò e questa situazione durò fino ai tredici anni. Genoveva Torres Morales ebbe quindi un'infanzia piena di stenti e di sacrifici, sottoposta ad un lavoro superiore alle sue forze, che le impedì di completare l'istruzione già precaria della scuola rurale del paese.
Nel 1882 comparve un tumore al ginocchio, certamente a causa del genere di vita stentata che conduceva ed a 13 anni le venne amputata una gamba; a seguito dell'intervento eseguito in modo rudimentale, fu costretta a camminare sempre con due stampelle.
Subì una lunga e dolorosa convalescenza e nonostante la grave menomazione, ricominciò ad accudire ai lavori domestici, ma due anni dopo si ammalò di nuovo gravemente e nel 1885 si riuscì a ricoverarla nella "Casa della Misericordia" di Valenza, condotta dalle Suore Carmelitane della Carità.
Qui rimase per nove anni, maturando la sua personalità, approfondendo la sua formazione spirituale e completando quella culturale, che era carente. Non essendo stata ammessa nella Congregazione delle Carmelitane della Carità, come avrebbe desiderato, lasciò la "Casa della Misericordia" nel 1895 e si ritirò nel suo paese natio con due donne, Isabella ed Amparo, con l'imprecisa idea di dar vita ad un'associazione con fini spirituali ed apostolici e cioè il culto eucaristico e l'assistenza ai bisognosi; aveva 25 anni.
Consigliata da valenti direttori spirituali, soprattutto gesuiti, andò precisando negli anni seguenti il progetto del nuovo Istituto denominato "Società Angelica", con il fine di accogliere in apposite case, donne e signorine bisognose di assistenza.
La prima casa si aprì nel 1911 a Valenza seguita rapidamente da altre a Saragozza, Madrid, Barcellona, Bilbao, Santander, Pamplona. La casa generalizia fu stabilita a Saragozza insieme al noviziato; di carattere affabile e misericordioso, diresse con sapienza spirituale l'Opera da lei fondata, che con l'approvazione pontificia, venne denominata Congregazione delle "Suore del Sacro Cuore di Gesù e dei Santi Angeli".
Devotissima alla Madonna, particolarmente attraverso la preghiera del Rosario, ebbe come centro della sua vita il Cuore di Gesù e l'Eucaristia; del resto soltanto le solidissime virtù di fede, speranza, carità, umiltà, fortezza e spirito di preghiera e sacrificio, che costituivano la sua personalità, potevano farle superare le grandissime difficoltà materiali e morali che l'assillavano, per la formazione delle suore, la fondazione delle nuove case, affrontando i tanti e scomodissimi viaggi, nonostante la grave menomazione fisica e la sempre cagionevole salute.
Le malattie si aggravarono negli ultimi anni, a cui si aggiunse una completa sordità e venendo meno le forze per la vecchiaia, nel 1954 lasciò la guida di Madre Generale e circondata dalle cure delle sue suore, si spense a Saragozza il 5 gennaio 1956.
In vita e dopo la morte, fu circondata da vera fama di santità, il popolo cominciò ad invocarla con l'appellativo di "Angelo della solitudine".
Venne beatificata da papa Giovanni Paolo II il 29 gennaio 1995 e dopo solo otto anni, è stata proclamata santa dallo stesso pontefice il 4 maggio 2003 a Madrid, durante il suo quinto viaggio in Spagna. Il papa nella sua omelia durante la cerimonia di canonizzazione, ha detto di lei: "Santa Genoveva Torres, fu strumento della tenerezza di Dio verso le persone sole e bisognose di amore, di consolazione e di cure nel corpo e nello spirito. La nota caratteristica che dava impulso alla sua spiritualità, era l'adorazione riparatrice dell'Eucaristia, fondamento a partire dal quale, svolse un apostolato pieno di umiltà e semplicità, di abnegazione e di carità".

Fonte/autore: Antonio Borrelli

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