San Ferreolo di Uzès, Vescovo
4 gennaio

Martirologio Romano:
A Uzes, in Francia, san Ferrèolo, vescovo, il quale scrisse una regola per i monaci ed esiliato per invidia, dopo tre anni riconosciuto come un vero uomo di Dio, fece ritorno alla sua sede, con grande gioia di tutti.

Gregorio di Tours, suo contemporaneo, ce lo presenta in questi termini: «Eo tempore [anno 581], Ferreolus Ucecensis episcopus, magnae vir sanctitatis, obiit, plenus sapientia et intellectu; qui libros aliquos epistolarum... composuit». Queste lettere non ci sono note, mentre gli è attribuita con ogni verosimi glianza una regola monastica, redatta verso il 570, e destinata al monastero di Ferreolac, fondato in onore di s. Ferreolo, il martire di Vienne, nel Delfinato.
Una Vita di Ferreolo di data incerta, ma nettamente posteriore e considerata priva di valore storico, ne fa il figlio di una principessa merovingica e il nipote di s. Firmino (m. verso il 553), suo predecessore a Uzès. Sua madre sarebbe anche ava di Carlomagno.
La regola monastica di Ferreolo esalta specialmente l'obbedienza, fondamento delle virtù, e la carità loro madre; favorisce fortemente la vita contemplativa nello spirito del «cor unum et anima una» degli Atti degli Apostoli (IV, 32); tende a portare al combattimento spirituale contro il dominio della carne e dell'orgoglio, e manifesta una caratteristica moderazione. Il suo fine è di rendere i religiosi desiderosi di Dio, sforzandosi di cercare e trovare colui che ha detto: «Diligam eos qui diligunt me». Le prescrizioni sono fondate per lo più sulla Sacra Scrittura.
Ferreolo, morto nel 581, è iscritto nel Martirologio Romano. La sua festa si celebra a Nimes il 4 gennaio, giorno della morte; un supplemento del Martirologio di Usuardo lo menziona in questa data.

Fonte/autore: Paul Viard

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