Beato Marcello Spinola y Maestre, Vescovo
19 gennaio

Martirologio Romano:
A Siviglia, in Spagna, il beato Marcello Spìnola y Maestre, vescovo. Fondò circoli per l'educazione dei giovani lavoratori, lottò per la verità e l’ uguaglianza e aprì la sua casa ai bisognosi.

S. Fernando (Cadice), 14 gennaio 1835 - Siviglia, 19 gennaio 1906

Arcivescovo di Siviglia, cardinale e fondatore di una Congregazione religiosa femminile, questi i titoli del beato Marcello Spinola y Maestre, il quale nacque nell'isola di San Fernando (provincia di Cadice) in Spagna, il 14 gennaio 1835, dalle nobili famiglie Spinola y Maestre.
Della sua gioventù non si sa molto, ma studente diligente si laureò in Diritto nel 1855, dedicandosi poi all'esercizio della professione di avvocato (non sembra, ma questa categoria ha dato alla Chiesa illustri figure di santità, come s. Yvo Hélory de Kermartin in Bretagna e s. Francesco di Sales vescovo di Ginevra nel 1600, tanto per citarne qualcuno); Marcello si distinse per l'assistenza gratuita verso i poveri.
In seguito lasciò l'avvocatura e seguendo la vocazione che sin da ragazzo avvertiva, consigliato dal canonico don Diego Herrero sua guida spirituale, entrò in seminario a Siviglia, ricevendo l'ordinazione sacerdotale a 29 anni, il 21 maggio 1864.
I successivi quindici anni lo videro impegnato nell'apostolato come cappellano a Sanlùcar de Barramela e come parroco di S. Lorenzo a Siviglia, profondendo il suo zelo in ogni campo, soprattutto nel sacramento della penitenza, a cui dedicava buona parte del giorno; fu consigliere spirituale della Confraternita del Gesù del Gran Poder e della Vergine della Soledad, istituzioni storiche della spiritualità e devozione popolare di Siviglia; le Confraternite sono particolarmente attive nella Settimana Santa.
Nel 1879 gli fu data la nomina a canonico della cattedrale, sempre impegnandosi nelle confessioni dopo le preghiere del Coro, e due anni dopo, il 6 febbraio 1881 venne eletto vescovo ausiliare dell'arcivescovo di Siviglia, il cardinale Lluch Garriga, con il titolo di vescovo di Milo; al centro del suo stemma vescovile, mise in risalto il Cuore di Gesù Cristo, quale simbolo del suo desiderio di consacrare la vita ad estendere il Suo Regno.
Le sue indiscusse virtù e l'impegno incondizionato nel suo agire, gli procurarono la nomina a vescovo della Diocesi di Coira; qui esercitò un intenso apostolato specie tra gli umili; infatti egli fu il primo vescovo a visitare la zona più depressa della Spagna, Las Hurdes, che era situata nella sua diocesi.
Il suo fervore di uomo di Dio lo portò a fondare una Congregazione religiosa femminile le "Ancelle Concezioniste del Cuore Divino di Gesù", di cui la prima suora e sua collaboratrice, specie nello stendere la nuova Regola, fu la marchesa Celia Mendez y Delgado, che prese il nome di Maria Teresa del Cuore di Gesù; la Casa centrale si trova oggi a Madrid.
Dopo due anni, nel 1886 fu trasferito alla diocesi più importante di Malaga, dove si compenetrò nelle lotte sociali che sconvolgevano la città e nel combattere soprattutto l'ignoranza aprendo scuole, visitando gli ospedali e il carcere; con un ritmo serrato di lavoro e dedizione; si cominciò a Malaga a chiamarlo il 'vescovo santo', fu impegnatissimo nella predicazione.
Dieci anni più tardi, nel 1896, divenne arcivescovo di Siviglia; i sivigliani accorsero in massa ad accogliere il loro "don Marcello" che ritornava come arcivescovo; da allora la sua vita di pastore fu strettamente legata alle vicende politiche, sociali, morali e religiose della città, sempre presente nelle calamità a favore dei poveri, tanto che fu chiamato l'arcivescovo mendicante; papa s. Pio X lo elevò alla porpora cardinalizia l'11 dicembre 1905.
Di spirito allegro, semplice, umile ed operoso, fu grande apostolo della carità, specialmente verso i poveri, attingeva la sua forza dall'incessante preghiera.
Dopo 10 anni di grande episcopato nell'archidiocesi andalusa, morì a Siviglia il 19 gennaio 1906 e sepolto nella Cappella dell'Addolorata della Cattedrale; nel 1913 gli fu dedicato un grande mausoleo. Le sue 'Ancelle' proseguirono la loro vita comunitaria guidate da Madre Maria Teresa, fino alla sua morte avvenuta il 2 giugno 1908 e poi dalla sorella dell'arcivescovo, Rosario che si fece suora con il nome di madre San Marcello, fino al 1927.
Il 14 maggio 1927 iniziò il processo ordinario a Siviglia per la causa della sua beatificazione; tutto l'iter si è concluso con la solenne beatificazione, da parte del papa Giovanni Paolo II in Vaticano a Roma, il 19 marzo 1987.

Fonte/autore: Antonio Borrelli

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