San Ferreolo di Grenoble, Vescovo e martire
12 gennaio

Martirologio Romano:
A Grenoble, in Francia, san Ferrèolo, vescovo e martire; fu ucciso mentre predicava al popolo.

I più antichi calendari liturgici di Grenoble lo menzionano come martire; ci è anche noto dal Cata¬logo episcopale e dalle lezioni di antichi breviari. Il Catalogo attribuito a s. Ugo, vescovo della dio-cesi nel sec. X, è considerato degno di fede: esso fa di Ferreolo il successore di Chiaro (Clair), che sottoscrisse il privilegio di Clodoveo II per l'abbazia di S. Dionigi il 22 giug. 654 e il predecessore di Bosone, firmatario del privilegio di Bertefrido di Amiens per l'abbazia di Corbie, nel 664.
Gli antichi breviari stampati, di cui il primo è del 1513, ed uno ms. del sec. XV, riproducono in parte una passio di s. Ferreolo, redatta alla fine del sec. XIII o all'inizio del XIV, appartenente al ge¬nere panegiristico, ma contenente elementi che sembrano da ritenere storici. Essa parla dello zelo pastorale del vescovo, sollecito ad ammaestrare il suo popolo con gli atti e con le parole. Fu assassinato nell'esercizio del suo ministero, non lontano da Grenoble, sulle pendici del monte Esson, oggi monte Rachais, e sepolto a La Tronche. La passio imputa questo crimine a dei miserabili spinti dal demonio a ostacolare il ministero del santo. Certi autori, sulla base di accostamenti ingegnosi, ma fragili, pensano che il vero responsabile dell'assassinio sia il celebre Ebroino, maestro di palazzo della corte di Neustria, che voleva sbarazzarsi di un membro dell'aristocrazia gallo-romana. Questa morte andrebbe collocata il 12 genn. 659 (o nel 660-61).
La chiesa di La Tronche, di cui è patrono, ha conservato per lungo tempo la tomba di F., ma oggi non possiede più che una piccola parte di una reliquia, mentre quella già venerata a Vara-cieux è perduta. Il santo è venerato con culto immemorabile, che il papa Pio X ha confermato nel 1907. La sua festa si celebra il 16 gennaio, primo giorno liturgicamente libero dopo il 12; un supplemento del Martirologio di Usuardo lo ricorda in questo giorno.

Fonte/autore: Paul Viard

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