San Leucio di Brindisi, Vescovo
11 gennaio

Martirologio Romano:
A Brindisi, in Puglia, san Lèucio; si tramanda sia stato il primo vescovo di questa città.

Inizialmente considerato un martire, è stato poi classificato come "confessore", non essendoci nessuna testimonianza di un martirio e ciò è confermato sia dal "Martirologio Geronimiano" che lo riporta all'11 gennaio, sia nella tradizione brindisina, che lo classificano come vescovo di Brindisi e che morì in pace.
Leucio sarebbe nato ad Alessandria, quindi un orientale, che poi venne in Italia Meridionale, nella zona di Brindisi, che allora era un importante centro marittimo del mondo romano, porto per l'Oriente e sede di colonie e gruppi di orientali, i quali diffondevano il Vangelo, professato nelle loro terre di origine.
Si ritiene che Leucio fosse uno di questi, predicò il Vangelo e durante una siccità tipica della Puglia, con le sue preghiere, ottenne una pioggia abbondante e provvidenziale, molti pagani si convertirono.
Fondò la diocesi di Brindisi di cui divenne il primo vescovo, edificando una chiesa dedicata a S. Maria e S. Giovanni Battista. Dopo le invasioni longobarde (768), gli abitanti di Trani, s'impadronirono del corpo del santo portandolo nella loro città e da lì fu poi traslato a Benevento, sede del ducato longobardo, dove ancora si conserva, tranne un braccio che nel sec. IX fu riportato a Brindisi.
Il culto per s. Leucio si diffuse già anticamente in tutta la Puglia e varie zone rurali portano il suo nome. Oltre che a Brindisi, di cui è protettore della Diocesi, è molto venerato anche a Trani, Lecce, Benevento, Caserta, Capua; a Canosa recenti scavi hanno portato alla luce una basilica del V secolo a lui dedicata.
Al suo nome è intestato l'interessantissimo Borgo in provincia di Caserta, dove Ferdinando IV di Borbone nel '700 creò una manifattura della seta, con intorno appunto un borgo, sorto dove era una chiesetta longobarda dedicata a s. Leucio vescovo di Brindisi.
L'iniziativa ebbe una grande risonanza e le stoffe, chiamate sete di S. Leucio, richieste in tutta Europa. Il borgo e la manifattura facevano parte di un disegno di una città modello, con leggi e ordinamenti sociali ideali, ispirate alle dottrine del Filangieri e di Bernardo Tanucci. L'educazione era fondamentale per la tranquillità sociale, la buona fede la prima delle virtù, il merito la sola distinzione fra le persone. Era d'obbligo l'eguaglianza nel vestire, il matrimonio consentito solo ai bravi nel lavoro, aboliti testamenti e doti, gli sposi avevano libera scelta del coniuge.
Istituita una cassa di previdenza e un fondo comune per gli orfani. Istruzione obbligatoria dai sei anni, uguaglianza fra uomini e donne. Nella società del '700 era veramente una grande innovazione sociale, anticipatrice dei grandi movimenti ideologici e sociali che sarebbero venuti di lì a poco in Italia e in Europa.
Purtroppo con la caduta dei Borboni e l'incameramento dei loro beni da parte dello Stato unitario Italiano, la celebre manifattura decadde e con essa l'ideale sociale del Borgo di S. Leucio, durato un secolo.
Oggi è solo meta di turisti che dalla vicina Reggia di Caserta, si allungano a visitare ciò che è rimasto di un sogno, ancora tutto intestato al santo vescovo brindisino Leucio.

Fonte/autore: Antonio Borrelli

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