Catechisti

Catechisti

Catechisti

E' il Signore a chiamare i catechisti per la sua Chiesa. Come specifica attuazione della vocazione battesimale, la chiamata del Signore fa per il servizio alla sua Parola è un dono che il catechista riceve. Non si sceglie di diventare catechisti, ma si risponde ad un invito di Dio: "il catechista è consacrato e inviato da Cristo" per mezzo della Chiesa (RdC 185). La convinzione che il servizio catechistico nasce dalla vocazione battesimale deve aiutare le nostre comunità a superare atteggiamenti e preoccupazioni di carattere puramente organizzativo.
Non si tratta di ricoprire in qualche modo dei vuoti pastorali. Si tratta invece di aiutare ogni cristiano a scoprire la sua specifica vocazione nella Chiesa e nel mondo. La chiamata che il Signore fa non ha infatti, normalmente, caratteri di evidenza tali da escludere la paziente ricerca individuale e comunitaria.

C'è bisogno di preghiera e riflessione personale, di discernimento comunitario, di garanzia che viene da chi nella Chiesa ha il carisma dell'autorità e, poi, di gioiosa accettazione del dono e di fattivo sostegno per maturarlo. Come ogni dono divino, anche l'essere catechista è una realtà che non solo va accettata ma continuamente richiesta. Chi si sente chiamato a questo servizio deve continuamente sollecitare, nella preghiera, l'abbondanza della grazia, "per divenire, nello Spirito, strumento adatto alla benevolenza del Padre" (RdC 185). L'essere destinatario di un dono di Dio, e l'essere divenuto dono di Dio agli altri, deve far sorgere nel catechista l'esigenza di una forte crescita di vita spirituale. Egli è discepolo in costante ascolto del suo Maestro. Come Maria, la prima dei discepoli del suo Figlio, così il catechista deve saper accogliere con umiltà e meditare la parola del Vangelo e riferirsi costantemente ad essa.

Al servizio di Dio, in nome della Chiesa, i catechisti sanno di essere chiamati e inviati per un servizio ai fratelli. Essi "sono testimoni e partecipi di un mistero che essi stessi vivono e che comunicano agli altri con amore" (RdC 185). Proprio il radicarsi in Dio e nella Chiesa spinge il catechista a vivere con gli altri e per gli altri. Il catechista deve così sapersi porre accanto agli uomini, camminare con loro, nell'ascolto delle loro esigenze, soprattutto di quelle degli ultimi. "Educatore dei fratelli nella fede, egli è debitore ver-so tutti del Vangelo che annuncia; dalla fede e testimonianza di tutti, egli si lascia a sua volta educare" (RdC 185).